Ad aprire il sabato dei comizi elettorali è stata Erminia Maiorino. Quella di ieri sera non è stata la classica apertura di campagna elettorale, “ma una tappa di un viaggio cominciato mesi fa con la presentazione della candidatura” ha precisato l’aspirante sindaco. A sostenere la Maiorino la lista di Potere al Popolo, composta da militanti e attivisti, “siamo una formazione politica a tutti gli effetti, non una lista civica, non un cartello elettorale. Siamo una lista di sinistra”.
Numerose le persone che hanno ascoltato le idee e le proposte portate da Potere al Popolo per la sfida elettorale. Dalla Casa del popolo Cohiba a presentare la lista è stata Teresa Vicidomini e ha sottolineato che “stare sotto la stessa bandiera, non in maniera opportunistica allo scopo di raggiungere il risultato elettorale, ma per una reale condivisione di battaglie e di obiettivi, garantisce coerenza programmatica e stabilità”. “Negli ultimi dieci anni abbiamo visto nella nostra città che cosa vuol dire mettere insieme persone che non hanno visioni condivise, e che anzi cercano di ostacolarsi a vicenda”, ha aggiunto.
Una presentazione di lista che ha visto dare parola ai candidati al consiglio comunale che hanno voluto presentare i diversi temi del programma elettorale, cultura, ambiente, istruzione, sanità, partecipazione, patrimonio culturale, digitalizzazione. “Ai giovani come me, questa città offre solo lo Spritz a piazza del Corso il sabato sera – ha detto il candidato Mattia Montera – ma non si parla di lavoro e non si parla di strategie per impedire che tanti di noi si trasferiscano altrove per non rimanere disoccupati. Noi ci candidiamo perché siamo stanchi di sentirci dire che non si può fare, non è vero. Il nostro programma è ambizioso, guarda al futuro, è pieno di idee, ma non uno solo dei suoi punti è irrealizzabile”.
A dare conferma di piena coesione e condivisione degli obiettivi è la stessa aspirante sindaco Erminia Maiorino. “La mia candidatura è il frutto di un lavoro collettivo – ha dichiarato – io sono la portavoce di un gruppo che lavora da anni in questa città. La Casa del Popolo ha prosperato negli anni con l’impegno e l’abnegazione disinteressata di chi voleva offrire alla città un luogo di inclusione, socialità, mutuo sostegno, creatività – un laboratorio politico da cui è nata la nostra candidatura e il nostro programma. Un luogo di studio, quindi, per il quale mi sento di dire che respingo totalmente qualsiasi accusa di inesperienza: d’altra parte, lo dimostra il fatto che il nostro programma è il più corposo ed è stato il primo a essere stato messo a disposizione della cittadinanza ormai da settimane”.
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