Lello De Prisco torna in campo. Il sindaco uscente di Pagani ha ufficializzato la sua ricandidatura con un video pubblicato sui social, in cui ripercorre il mandato appena concluso tra luci e ombre. Nel filmato, De Prisco traccia un bilancio della sua esperienza alla guida del Comune: l’emergenza Covid, le difficoltà finanziarie ereditate, fino ai risultati ottenuti.
«Abbiamo risanato i conti, potenziato la struttura amministrativa con cinquanta nuove assunzioni e portato a casa trenta milioni di euro in finanziamenti. Oggi la città è un cantiere aperto, segno che qualcosa si sta muovendo», afferma il primo cittadino, che aggiunge: «Ma il percorso non è concluso. Mi ricandido per questo: completare ciò che abbiamo iniziato, insieme».
Non manca un riferimento alla vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto: De Prisco parla di «un’accusa infamante», di «un anno di dolore, attesa e silenzio» vissuto nel tentativo di tutelare l’immagine della città. Il sindaco era finito nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno sui presunti appalti pilotati in favore del clan Fezza-De Vivo. La sua posizione è stata archiviata lo scorso settembre.
Sul fronte centrodestra, il quadro politico appare tutt’altro che compatto. L’ex coalizione attraversa una fase di profonda divisione, mentre il centrosinistra stenta a farsi sentire. La novità più recente riguarda una scissione interna a Noi Moderati. Al centro della frattura, una divergenza sul candidato sindaco da sostenere: la direzione provinciale del partito, guidata da Bruno D’Elia, aveva puntato su Nicola Campitiello di Fratelli d’Italia. Una scelta respinta dalla componente locale capeggiata da Nello Forino, che invece sostiene la candidatura di Massimo D’Onofrio. Dalla rottura è nata una nuova lista civica, battezzata Noi Moderati per Pagani.
«Non è una lista improvvisata», ha tenuto a precisare Forino. «È una squadra costruita su competenze reali, esperienza e amore per questa città», con l’obiettivo dichiarato di rendere Pagani «più moderna, efficiente, vivibile e sicura».
Non se la passa meglio il centrosinistra, dove regna ancora la confusione. Nessuna coalizione strutturata, nessun candidato definito. Un recente incontro con la coordinatrice provinciale del M5S, Virginia Villani, non ha prodotto risultati concreti. Il Partito Democratico è diviso tra Giusy Fiore e Davide Nitto, consigliere comunale vicino al sindaco uscente, mentre i socialisti sono ancora alla ricerca del profilo giusto.
In questo scenario incerto, torna a circolare il nome di Salvatore Bottone, ex sindaco, possibile riferimento di un raggruppamento civico. Lui non si sbilancia, ma non chiude: «Preferisco trovare un percorso comune e unitario. Potrebbe anche essere: di amici in città ne ho ancora tanti». Parole che suonano come una disponibilità velata, ma anche come una mossa attendista. Il rischio concreto, per quest’area, è arrivare impreparati all’appuntamento elettorale.
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