Imma Vietri chiede al ministro Piantedosi: perchè lo scioglimento di Pagani per mafia è arrivato solo alla vigili delle liste elettorali?
Quanto incide sulla vita democratica di un Comune un procedimento di scioglimento per mafia che si prolunga fino a ridosso di una tornata elettorale? È il quesito al centro dell’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata di Fratelli d’Italia Imma Vietri al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sul caso Pagani.
Il 21 aprile 2026 il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, a soli due giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. La commissione d’accesso era stata nominata dalla Prefettura di Salerno il 27 giugno 2025: quasi dieci mesi di istruttoria prima della decisione finale.

Nel frattempo, la macchina elettorale era già pienamente avviata: coalizioni definite, candidature in preparazione, confronto politico in corso. Lo scioglimento, arrivato il 23 aprile con conseguente revoca della consultazione, ha di fatto azzerato l’intero percorso organizzativo già in stato avanzato.
Nell’atto parlamentare, Vietri chiede al Viminale di chiarire le tempistiche dell’iter, in particolare il momento in cui gli atti conclusivi sono stati trasmessi dalla Prefettura e le ragioni del protrarsi della procedura fino a ridosso del voto. L’obiettivo è verificare se tali tempi siano compatibili con le esigenze di certezza amministrativa.
La deputata solleva inoltre un tema più ampio: l’assenza di termini perentori nel procedimento di scioglimento dei Comuni. Un vuoto normativo che, secondo l’interrogazione, può generare effetti distorsivi sulla vita democratica, soprattutto quando le elezioni sono già state indette.


