Politica

Un sabato italiano tra Torquato, il Pd, De Nicola e D’Alessio

Il sindaco spiega perchè “non siamo salernitani”. Scarfò non esclude l’azzeramento della giunta. Campania Libera chiede maggiore condivisione in maggioranza. D’Alessio intravede un’azione destabilizzante

C’è il possibile azzeramento della giunta, un’alleanza (quella tra Manlio Torquato e il Partito Democratico) che mostra l’osso, la storia, non solo politica, dal 2011 ad oggi raccontata dal sindaco, le delusioni, gli obbiettivi non raggiunti, il manovratore (De Luca) da non disturbare. E persino il derby tra Salernitana e Nocerina finito malissimo per i colori rossoneri e per lo stesso club. Insomma un sabato italiano canterebbe Sergio Caputo. Ma andiamo in ordine cronologico per non far torto a nessuno anche se la palma del miglior comunicatore va al sindaco che è riuscito ad oscurare chi aveva iniziato a diffondere messaggi politici, il Partito Democratico.

Il comunicato del Pd

Francesco Scarfò

Sono le 11, 30 quando Francesco Scarfò, segretario dei Dem, lancia il suo comunicato. Appoggia quanto detto dal capogruppo Paolo De Maio nell’ultimo consiglio comunale, “siamo con Torquato” ma “nell’interesse della città e dei cittadini, pensiamo che sia il momento del rilancio, del confronto sui temi, della condivisione delle scelte e delle responsabilità fra tutte le componenti della coalizione, se fosse necessario, anche attraverso un azzeramento della giunta, la cui nomina, ne siamo consapevoli, è di esclusiva competenza del sindaco.
Vorremmo operare con maggiore serenità, cosa difficile, se agli innegabili contributi, apprezzati, ma non riconosciuti, a quanto apparso, si è arrivati persino a contestare la nostra appartenenza al Pd che per noi è un laboratorio di idee e di progetti dove storie politiche culturali ed umane si incontrano, mentre per altri sembra avere un mero significato stanziale. Non rinunciamo a una idea diversa di Nocera, più efficiente e più moderna, vogliamo cambiamenti e iniziative concrete sul piano ecologico, ambientale e sociale dei cittadini, riteniamo che il successo di tali iniziative dipenderà anche da una maggior cooperazione da parte del sindaco, nel far funzionare al meglio la filiera istituzionale”.

La cronistoria di Torquato

Manlio Torquato

Alle 14, 30 tocca a Torquato. Sul suo profilo Facebook appare un lungo post. Prende le mosse da quanto scritto sempre sui social dall’ex presidente di Confindustria Salerno, Mauro Maccauro che chiede scusa “ai tanti amici salernitani e mi dissocio da quanto detto dal sindaco della mia città di residenza”, cioè “noi non siamo salernitani”. “Non mi scuso e vi spiego il perché”, ha replicato Torquato. La sua ricostruzione parte dal 2011 quando la sua coalizione civica vinse le elezioni “contro l’Invincibile Armata di Cirielli & co. ma la città fu brutalizzata da un doppio commissariamento prefettizio, uno dietro l’altro, perché il sottoscritto e i suoi civici che batterono centrodestra e centrosinistra insieme, non volle piegarsi ad approvare una delibera di consiglio per istituire la ridicola regione salernitana del “Principato di Arechi”, con cuore, testa e portafoglio a Salerno a guida cirielliana”. “Nocera è Nocera dicevamo – ricorda il sindaco –  rivendicando non un’offesa, ma una identità storica un’autonomia e un’esigenza di crescita del territorio dell’Agro, che non accettava diktat, imposizioni e lacché. Pagammo quel no a caro prezzo e dopo 20 giorni tutti a casa”. Quel doppio commissariamento, dice Torquato “ci costò il doppio della fatica, il doppio del tempo a rimettere in piedi una città in ginocchio di debiti e sconquasso. Però combattemmo, cademmo e rivincemmo”. Sino ad arrivare al 2013, l’anno del derby calcistico tra Nocerina e Salernitana finito su tutti i giornali e tv nazionali. “E il sottoscritto – ricorda – che tifoso acceso non lo è mai stato ma è certamente tifoso della sua città, a prendersi sputazzate e sberle in diretta tv mentre gli altri manco più a farsi vedere in giro”. Rammenta la risposta a un giornalista della Rai che gli chiese se non si vergognava, “a vergognarsi dovevano essere gli altri, non una città che vanta una storia da prima di Roma, che batteva moneta ed aveva un suo porto, a Stabia però, mica a Salerno”. Poi sottolinea la cronaca di queste ore, “se tutti non abbiamo paura di dire quello che non va, di pretenderlo, con dignità e decoro per non disturbare De Luca, allora avrà un senso continuare insieme”.

C’è anche Campania Libera

Fausto De Nicola

E’ pomeriggio inoltrato quando la parola passa a Campania Libera, costola del Pd e rappresentato in consiglio comunale dal presidente dell’assemblea Fausto De Nicola e dai consiglieri Manuela Citarella e Nello Rosati. Il gruppo consiliare nel ribadire il sostegno al sindaco, precisa che “attraverso il confronto e l’ascolto, bisogna operare ed amministrare (senza necessità di clamori) esclusivamente per il bene della nostra comunità” oltre “al reciproco rispetto dei ruoli”.  Auspica che “tutte le decisioni politiche dovranno essere discusse ed assunte dall’intera maggioranza, per il bene dei cittadini e questa metodologia dovrà essere il fulcro della nostra azione politica futura”. Ed infine rilanciano che “siamo assolutamente nocerini il che appare non solo dalle nostre carte d’identità, ma soprattutto nei nostri cuori; siamo nocerini e orgogliosi di esserlo e da Nocera Inferiore dovremo avere la capacità di difendere e far valere il nostro territorio, che, nel contempo, rappresenta una delle città con le maggiori pulsioni sociali e culturali della provincia di Salerno e sta a pieno diritto nella regione Campania. Ripartiamo con slancio”.

E poi D’Alessio

Saverio D’Alessio

Infine la dichiarazione del consigliere Saverio D’Alessio di Forza Italia che, pur essendo ormai all’opposizione, giovedì scorso ha votato il bilancio consuntivo. “Mi sembra giusto perchè sono atti approvati anche da me. Ed è un voto politico per far si che Torquato sia libero da un Pd che sta dando l’impressione di voler creare una maggioranza dai numeri risicati per poter tirare la giacca a Torquato”, D’Alessio si riferiva ai continui attacchi di De Maio che, dopo aver spinto lo stesso D’Alessio all’opposizione avrebbe iniziato la stessa strategia con Ilario Capaldo.

Nello Ferrigno

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