A proposito della presunta inchiesta sulla criminalità dell’Agro, edita da Rai 3, credo di saperne qualcosa in più del signor Camarca, per il fatto di avere sul mio vetusto groppone 60 anni di avvocato penalista, fra i quali i nefasti anni ’80, quarant’anni anni di politica e amministrazione locale, fra i quali 15 anni di consigliere comunale, tre di assessore e quattro di sindaco di Nocera Inferiore, fra i quali quelli dolorosi dell’emergenza rifiuti; inoltre per essere stato tra gli ispiratori dell’istituzione del Tribunale di Nocera Inferiore, fondatore e primo Presidente della Camera Penale. So quindi, in materia, qualcosa in più di chi si fa un giretto a bordo della macchina dei carabinieri, riprendendo con la telecamera ciò che è congeniale alle sue scarse opinioni e conoscenze.
Sì, perché prima di imbracciare una macchina da presa bisogna studiare. Quel tale, se avesse studiato, saprebbe che Nuceriae fu fondata prima di Roma, della quale fu foedus, cioè alleata, e non soggetta; che fu sede della Corte Angioina e poi primo esperimento di federazione comunale delle Università, che eleggevano democraticamente i Sindaci universali; che fu presidio militare borbonico nella Caserma Tofano, eretta da Carlo III, e fu poi sede dell’Ufficialità militare piemontese a seguito dell’Unità d’Italia. Conoscerebbe anche la storia industriale delle Cotoniere Meridionali, dei molini e pastifici, delle conserve di pomodori, storia che produsse l’istituzione di una delle prime Camere del Lavoro d’Italia.
Se avesse studiato, saprebbe che Nocera ebbe ed ha il liceo Vico, uno dei primi d’Italia, che aveva sede nel seminario annesso alla cattedrale di San Prisco, prima che il Regime costruisse la sua attuale sede, in cui si sperimentarono le teorie pedagogiche montessoriane e la Riforma Gentile e che sfornò fior fiore di avvocati, magistrati, medici e ingegneri; fu sede e crogiuolo delle prime sperimentazioni psicanalitiche freudiane, ad opera di Levi Bianchini nell’Ospedale Psichiatrico consortile, prima che diventasse un manicomio.
E, venendo a tempi più moderni, Nocera è la patria di Domenico Rea e Joe Marrazzo, dei quali, a proposito di criminalità, lo invito a leggere le opere, e, perché no, unitamente al mio libro “Il sindaco di Nofi”. Dopo aver appreso queste cose, forse non s’intrupperebbe nella schiera napoletana e salernitana dei detrattori abituali della dignità dell’Agro, da loro sistematicamente vilipesa da decenni, nel tentativo invidioso di reprimere la nostra superiorità intellettuale. Io, da sindaco, avevo iniziato a contrastarli, ma riuscirono ad abbattermi. E mò chi c’è?
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