E’ un inno alla gioia, alla vita. “La vita per noi, dono stupendo di Dio, è affidata alle mani degli artigiani della vita che, volendo, possono diventare gli artisti della vita”. Ed un monito ai politici per pensare alla vita non all’eutanasia.
Questo è il messaggio che monsignor Giuseppe Giudice, vescovo della diocesi di Nocera Sarno, ha voluto trasmettere con la “Lettera di Natale”. E’ stata scritta per i piccoli, letta “insieme alla voce dei grandi, in famiglia, con i genitori”.
Questa mattina l’epistola è stata presentata all’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore dopo la celebrazione eucaristica per i bambini della Tin, la Terapia intensiva neonatale. Insieme al vescovo c’erano i medici e gli infermieri del reparto con gli operatori socio-sanitari che quotidianamente offrono il proprio impegno per i più piccoli.
“Tin Tin… è Natale” è il titolo della lettera. Un racconto fotografico che condurrà i lettori nel reparto Tin del nosocomio nocerino per imparare ad apprezzare il dono della vita. “E penso a famiglie che accanto al presepe – ha detto il vescovo – guardano le immagini stupende, le fotografie, e leggono i commenti, in un intreccio sempre nuovo tra parola di Dio, storie personali e stupore, per camminare ancora una volta verso Betlemme”.
“Tin non è solo la sigla del reparto – ha continuato monsignor Giudice – è il suono degli strumenti che sono presenti nel reparto ma è anche il suono onomatopeico delle piccole campane che annunciano il dono della vita e, nella vita, la festa del Natale”. Attraverso questo libricino, la diocesi conferma il suo impegno a soccorso dei più deboli. Acquistandolo si sosterrà un progetto di solidarietà destinato al reparto.
Non è la prima volta, infatti, che la diocesi scende in campo per sostenere il reparto di Terapia intensiva neonatale. Basti pensare il Natale 2016 dove fu promosso il progetto “In Canto”. Il ricavato della distribuzione della compilation e dello spettacolo teatrale servì ad acquistare una lampada per la fototerapia.
“C’è bisogno di mettere a tema nelle agende politiche – ha concluso il vescovo – l’inizio della vita e non il fine vita e l’eutanasia. Una civiltà, sazia e distratta, che passeggia tristemente sui viali del tramonto, non ha futuro, non contagia speranza e fa fatica ad accogliere la vita perché essa è più attenta a ciò che si conta, che a ciò che si racconta. Natale è un inno alla vita. E qui, in questo luogo, forse si comprende meglio”.
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