Riflessione

Lavoro, emergenza nell’emergenza

Gli auspici, fuori dall’emergenza del Covid grazie anche al lavoro. Ma è necessario ripartire dai lavoratori

Il primo maggio è un giorno particolare, fatto di propositi, rilancio e speranza. È una data importante sia per l’Italia che per il resto del mondo. È la giornata dedicata al lavoro e ai lavoratori e affonda le sue radici sul finire dell’800. La prima festa dei lavoratori fu celebrata a Parigi nel 1889, simbolo della resistenza e della rivendicazione. In tale occasione, infatti, i lavoratori scesero in strada per vedersi riconoscere la riduzione delle ore di lavoro, appellandosi al senso di dignità. Infatti, prima di essere lavoratori, si è persone.

Anche in Italia, il primo maggio assume una certa particolarità. E lo insegna la stessa Costituzione, la legge delle leggi, che all’interno dell’articolo 1 recita “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Quel lavoro che rigenera, strumento essenziale per ciascuna persona di vivere con dignità, ma soprattutto vedersi realizzare. Un giorno di festa per una categoria che abbraccia tutti i lavoratori, pubblici e privati, autonomi o dipendenti, che si ritrovano in piazza o in strada, forti nel rivendicare quelli che sono i propri diritti. Ma a causa della pandemia, queste forme di manifestazione e le diverse celebrazioni, anche per quest’anno sono state rinviate. Come a Nocera Inferiore che era solita ospitare un corteo che vedeva sfilare lavoratori, rappresentati delle diverse sigle sindacali e politici.

Il sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato, si è voluto appellare “al lavoro come coraggio e rispetto per i lavoratori che, causa Covid, hanno perso il posto di lavoro e la crisi sociale che ormai incombe non deve portarci a divedere ma a unire e vederci rafforzare in un cammino comune, difficile ma da affrontare senza paure”.

Anche Pietro Pentangelo, sindaco di Corbara, ha voluto lasciare un proprio pensiero e individua il lavoro come “altra vittima di questa pandemia, insieme a quelle persone che ne hanno sofferto e che ci hanno rimesso la vita. Quel lavoro che si stava avviando in un periodo di crescita che ha subito un arresto proprio causato dal coronavirus e che pesa non poco. Un lavoro che soprattutto il nostro Sud, che solo Dio sa di quanto ne abbiamo bisogno, per delle concrete prospettive di sviluppo. Il mio augurio è, debellata questa emergenza sanitaria, si possa dare impulso a una ripresa occupazione, pensare ai lavoratori occupati ma in particolar modo a coloro che lo hanno perso e che sono alla ricerca, perché il lavoro è innanzitutto dignità e vanno difesi in ogni momento”.

“Abituati a celebrare il primo maggio festa del lavoro, oggi più che altro dobbiamo augurarci che torni ad essere la festa del lavoro e quindi anche le istituzioni debbano adoperarsi per creare condizioni e opportunità attraverso il lavoro”. E’ l’auspicio del sindaco di Nocera Superiore Giovanni Maria Cuofano e si dice sempre più propenso nell’essere “rigidi nel garantire e tutelare i diritti riconosciuti ai lavoratori, ma anche più flessibili per consentire sui territori di realizzare investimenti produttivi. Combattere il lavoro nero, garantire la sicurezza sui posti di lavoro e non piangere più eventi tragici, ma dare avvio a sburocratizzare quelle condizioni affinché anche le amministrazioni possano investire per costruire lavoro”. Dunque tornare a vivere un primo maggio di festa e non magari dinanzi ai cancelli di uno stabilimento di un’azienda chiusa.

Il sindaco di Pagani, Lello De Prisco, confida in un primo maggio di rinascita e che “possa innanzitutto vedere in prospettiva l’apertura di quelle attività che offrivano lavoro, come al mondo della ristorazione che fino a pochi giorni fa sono rimaste chiuse le proprie serrande e che solo ora si avviano faticosamente a una lenta ripresa. Un primo maggio “difficoltoso” che spero diventi speciale, perché lavoro vuol dire crescita e libertà”.

“In un periodo pandemico un primo maggio più che mai sofferto, a causa soprattutto delle sue conseguenze che stanno comportando una gravosa crisi economica che si ripercuoterà anche a livello occupazionale”. E’ la riflessione data dal sindaco di Castel San Giorgio, Paola Lanzara, e si dice pronta a difendere e tutelare il lavoro perché “questo è il nostro impegno, di tutta la classe politica e civile, perché solo attraverso il lavoro l’uomo è davvero autonomo”.

“Una festa dei lavoratori difficile a causa della pandemia che ha rallentato il commercio, messo in difficoltà numerosi settori, tolto il lavoro a tante persone”. E’ quanto ha voluto affermare il sindaco di Roccapiemonte Carmine Pagano e si dice pronto “per aiutare, come tutta l’amministrazione, i soggetti che maggiormente stanno subendo la crisi economica conseguente all’emergenza sanitaria causata dal Covid 19”.

Christian Geniale

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