Un anno fa l’evacuazione dell’edificio di via Cucci a Nocera Inferiore. Via libera dei condomini ai lavori “ma ci vorranno mesi”
Un anno fa 22 famiglie furono allontanate dalle loro case. Oggi sono ancora fuori. E non sanno quando potranno tornarci. Sono i residenti del Palazzo Concordia, l’edificio che si trova al civico 27 di via Cucci, centro di Nocera Inferiore. Anche la strada è ancora interdetta alla circolazione. Era il 28 novembre 2022 quando, nella tarda mattinata, scattò l’allarme. Tetri scricchioli, crepe nell’intonaco e caduta di calcinacci fecero scattare l’allarme. Sul posto arrivarono i vigili del fuoco, polizia, carabinieri mentre gli agenti della polizia municipale transennavano la zona.
Poco dopo il sindaco Paolo De Maio firmò l’ordine di evacuazione. In pochi minuti tutti gli occupanti lo stabile, tra loro diversi anziani e bambini, recuperarono le cose indispensabili per trascorrere alcune ore fuori casa. Non immaginavano che sarebbe passato tanto tempo. Nei giorni successive, a turno e accompagnati dai pompieri, rientrarono per prendere indumenti e altri oggetti. Anche i negozi che si trovano al piano strada dell’edificio dovettero abbassare le saracinesche. Ancora oggi non si conosce la data precisa del rientro.
“L’altro giorno – racconta una donna – durante l’assemblea condominiale abbiamo dato mandato all’amministratore di effettuare i lavori. C’è un progetto esecutivo per il consolidamento dei pilastri del palazzo. Secondo i tecnici i lavori dovrebbero durare quattro o cinque mesi. Ogni famiglia, che è proprietaria dell’appartamento, dovrà accollarsi una spesa che varia dai 20 ai 15 mila euro”. C’è tanta speranza tra i componenti delle famiglie sfollate.
“Sarà un altro Natale lontano da casa”, ha detto quasi tra le lacrime un anziano che da allora vive con dei parenti che lo ospitano. C’è anche chi è stato costretto a trovare una sistemazione fittando un appartamento. “Insieme ad altre due famiglie – racconta Alessandra Ferraioli – siamo stati alcuni giorni nel Centro di quartiere De Nicola. Poi il Comune ci ha spostato in una camera d’albergo e poi in un B&B in un convento. Successivamente abbiamo dovuto trovare un appartamento. Ricordo ancora le lacrime di mamma che, sebbene malata, dovette lasciare casa. C’era anche Pallino, il nostro cane. Purtroppo è morto nei giorni scorsi”.
I commercianti di Palazzo Concordia speravano di riaprire i loro negozi prima di Natale. Non sarà così. Ma a soffrire anche gli altri colleghi di via Fucilari. Con la strada chiusa il crollo delle vendite è stato più che evidente. “Siamo diventati un’isola pedonale che, però, non ha attrattive quindi qui nessuno viene a passeggiare – precisa il proprietario di un bar – passano soltanto le auto autorizzate a raggiungere i garage. La sera è una situazione spettrale. Speriamo che i lavori siano celeri. Magari la strada potrà essere riaperta con il cantiere aperto e la conseguente messa in sicurezza dell’edificio. Incrociamo le dita”.


