L’ex parroco di Montevescovado, don Alfonso Santoriello, ha chiesto ai fedeli preghiere e non fiaccolate. “Preferisco restare lontano dai riflettori”
“Non serve fare una fiaccolata, pregate per me”. E’ la richiesta fatta da don Alfonso Santoriello, l’ex parroco della chiesa di San Giuseppe, ai fedeli del quartiere Montevescovado che avevano programmato per il prossimo 27 gennaio un corteo per manifestare vicinanza e affetto nei confronti del religioso. “Ringrazio tutti per la vicinanza mostrata per tutti questi anni – ha spiegato il sacerdote all’emittente Telenuova – ma preferirei spegnere i riflettori su una vicenda ormai chiusa. Iniziative simili potrebbero rivelarsi un’arma a doppio taglio, basta una preghiera” ha concluso don Alfonso.
Il sacerdote venne coinvolto nell’inchiesta condotta dalla Procura di Nocera Inferiore e dell’Antimafia su presunti rapporti tra la camorra e il mondo politico nocerino. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, era il 2014, in un terreno della parrocchia il boss Antonio Pignataro avrebbe voluto far costruire una casa famiglia e una mensa.
Il vescovo della diocesi, Giuseppe Giudice, nel settembre del 2017, intervenne con un provvedimento di trasferimento, allontanando di fatto il prete dalla sua parrocchia ritenendo quel progetto inopportuno in periodo elettorale. Nei fatti don Alfonso non è stato mai indagato, ma il suo nome, comparso nell’inchiesta della Dda “Un’altra storia”, creò non poco imbarazzo nelle stanze della Curia nocerina.


