All’indomani dell’apertura di oncologia all’ospedale di Pagani, la Cisl teme criticità per i pazienti curati per tumore
“C’è il concreto rischio che i pazienti che lottano contro il tumore, vivano enormi disagi per curarsi. Ancor più gravi se si considera che sono particolarmente fragili perché aggrediti dal cancro”. Le criticità riguardano l’ospedale Tortora di Pagani dove recentemente è stato ampliato il reparto di oncologia. E per farlo funzionare sarà necessario attingere infermieri da altri settori del presidio che potrebbero provocare disfunzioni fino a minacciare il mantenimento dei Livelli essenziali di assistenza.
A lanciare l’allarme è il segretario aziendale della Cisl funzione pubblica Gianfranco Maiorino. La ricetta proposta è di potenziare al più presto il personale “per adeguare le strutture alle esigenze degli utenti e garantire il mantenimento dei Lea”. Pur riconoscendo i meriti della direzione strategica dell’Asl Salerno e della Regione Campania per lo sviluppo del polo oncologico, il sindacalista si dice preoccupato “per il grave disagio assistenziale a cui rischiano di essere esposti i pazienti di oncologia e, di conseguenza, il personale sanitario”.

“Non posso fare a meno di evidenziare – ha detto Maiorino – che, pur di garantire l’ordinaria gestione dei turni del personale del reparto, si rischia concretamente di compromettere i servizi coinvolti nelle attività assistenziali pur sottolineando la professionalità e l’abnegazione di tutti gli operatori interessati”.
Tra le attività a rischio ci sono l’accettazione del day hospital che accoglie ogni giorno decine di pazienti e gestisce l’intero iter diagnostico ambulatoriale; l’ambulatorio Picc, dedicato alle medicazioni e alla pulizia dei cateteri venosi centrali, fondamentale prestazione preventiva prima di iniziare ad infondere i farmaci chemioterapici; il day hospital dove i pazienti si sottopongono alla chemioterapia. Ed infine il Gruppo oncologico multidisciplinare, staff infermieristico, dove decine di pazienti si rivolgono durante l’intero percorso diagnostico – riabilitativo.
I disagi
Secondo quanto ricostruito dalla Cisl Fp i disagi a cui i pazienti vanno incontro sono molti e differenziati. A cominciare dalle ore di attesa in accettazione che potrebbe far ritardare l’inizio della fase di chemioterapia. Per la pulizia dei cateteri venosi, inoltre, inizierebbe un’affannosa ricerca di altri ambulatori con personale qualificato a tale mansione. “Ma c’è anche il rischio – ha evidenziato Maiorino – che l’ammalato di tumore potrebbe essere costretto a rinviare la chemioterapia per la soppressione del turno pomeridiano, in quanto sarebbe impossibile procedere a tutte le infusioni necessarie durante il solo turno antimeridiano. La conseguenza di tutto questo è che il paziente non avrebbe più nessun punto di riferimento durante l’intero percorso clinico con il concreto rischio di non poter più far parte della rete oncologica campana”.


