La richiesta di annullamento dell’ordinanza anche della Procura, li aveva fatti arrestare per l’omicidio del sindaco Vassallo
Tornano in libertà il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo e l’imprenditore di Scafati, Giuseppe Cipriano. Il provvedimento riguarda anche l’ex attendente dell’ufficiale dei carabinieri Lazzaro Cioffi, che però resta in carcere per un’altra vicenda. Erano in carcere dal novembre scorso perchè accusati di essere coinvolti nell’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, ucciso il 5 settembre del 2010.
La richiesta di scarcerazione, nel corso della lunga udienza di ieri, era stata avanzata anche dalla procura di Salerno, diretta da Giuseppe Borrelli, e dal sostituto procuratore titolare del fascicolo Elena Guarino. Il collegio degli avvocati difensori dei tre indagati sono Ilaria Criscuolo e Agostino De Caro (Cagnazzo), Giuseppe Stellato e Francesco Liguori (Cioffi), Giovanni Annunziata e Lucia Sena (Cipriano).
“Probabilmente – ha dichiarato l’avvocato Giovanni Annunziata – l’ordinanza di scarcerazione sarebbe dovuta arrivare anche prima, la Corte di Cassazione è chira nel sostenere che bisognava tenere in debito conto le indagini espletate e depositate dal collegio difensivo in cui è emersa la non attendibilità delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, come ad esempio la casa presa in affitto da Cipriano a Pollica. Nonostante ciò si è dovuto attendere dopo sette mesi la Cassazione che ha addirittura demolito i gravi indizi di colpevolezza avanzati dalla pubblica accusa”.
Il provvedimento del Riesame è arrivato dopo la decisione della Cassazione di annullare un precedente provvedimento dei giudici del tribunale della Libertà che invece confermavano la sussistenza degli elementi alla base del provvedimento cautelare. Nelle durissime motivazioni, la Cassazione aveva colpito aspetti centrali del quadro indiziario. Le indicazioni date dai giudici sono state così evidenti che il Riesame si è pronunciato in tempi brevissimi sul caso. La decisione era attesa entro il 26 maggio e invece è arrivata oggi. La Procura di Salerno ha dato fede alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, però, alla luce della Cassazione, prive di ogni riscontro. Vassallo sarebbe stato ucciso perchè aveva scoperto un traffico di droga ad Acciaroli, nella pianificazione dell’omicidio sarebbero stati coinvolti Cagnazzo e Cipriano e Cioffi avrebbe preso parte ad un sopralluogo e che Cagnazzo si prodigò poi nel successivo depistaggio.

