I primari Tortoriello e Malafronte condannati dal Tribunale di Napoli. La denuncia sul concorso per la direzione del reparto del Monaldi
Giuseppe Tortoriello e Giuseppe Malafronte, già primari di otorinolaringoiatria rispettivamente presso l’Ospedale del Mare di Napoli e l’Ospedale “San Giuseppe Moscati” di Avellino, sono stati condannati a quattro mesi di reclusione per falso.
La sentenza è stata emessa dal giudice Sergio Meo della III sezione penale del Tribunale di Napoli, al termine di un processo durato tre anni.
I due medici erano stati rinviati a giudizio con l’accusa di aver omesso di dichiarare l’esistenza di procedimenti penali a loro carico per poter partecipare al concorso per la direzione dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Monaldi. Il bando di selezione richiedeva infatti di specificare eventuali carichi pendenti, la cui mancata comunicazione comportava la decadenza dei benefici e poteva avere conseguenze penali.
La vicenda è nata da una denuncia presentata dal dottor Eugenio Tremante, difeso dagli avvocati Gennaro e Irene Lepre, che si è costituito parte civile. A seguito della segnalazione, la Procura della Repubblica ha disposto il sequestro degli atti e successivamente il rinvio a giudizio degli indagati. Nonostante la diffida presentata da Tremante per escludere i due medici dal concorso, la commissione permise loro di partecipare: Tortoriello risultò vincitore, Malafronte terzo e lo stesso Tremante secondo in graduatoria.
Durante il processo è emerso il contesto complesso nel quale si svolse la selezione e il lungo percorso legale affrontato da Tremante per ottenere l’accesso agli atti e verificare le dichiarazioni dei candidati. La recente sentenza ha riconosciuto la responsabilità dei due imputati per il reato di falso, condannandoli a quattro mesi di reclusione e al risarcimento dei danni nei confronti della parte civile.
“Quando un primario napoletano, il giorno della sua nomina, invitò tutto il personale a cena chiudendo il reparto, ci furono fiumi di articoli, interviste e inchieste per settimane intere,” ricorda Tremante. “Ma se un primario, cognato dell’ex assessore alla Sanità, viene rinviato a giudizio, vince un concorso e dopo tre anni di processo — condotto unicamente da me, con pesanti ripercussioni economiche e lavorative — tutto passa sotto silenzio. Andrò avanti lo stesso, come ho fatto in questi anni, anche da solo.”

