Servizi sociali e welfare più efficienti: nasce Agro Inclusiva tra Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Castel San Giorgio e Roccapiemonte
Una rete territoriale unica per rafforzare il welfare locale e garantire servizi più efficienti ai cittadini. Con questo obiettivo nasce “Agro Inclusiva”, la nuova azienda speciale consortile promossa dai Comuni di Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Castel San Giorgio e Roccapiemonte, che gestirà le politiche sociosanitarie dell’area. La sede sarà ospitata negli ex uffici del Piano di Zona, in via Libroia a Nocera Inferiore.
L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa tenutasi nell’aula consiliare del Comune di Nocera Inferiore, alla presenza dei sindaci Paolo De Maio, Gennaro D’Acunzi, Paola Lanzara e Carmine Pagano, insieme agli assessori e ai dirigenti coinvolti nel progetto.
Dignità istituzionale
Uno dei principi cardine del nuovo organismo sarà la piena uguaglianza tra i quattro Comuni aderenti. Ogni amministrazione avrà infatti identico peso decisionale, senza differenze legate alla dimensione demografica. Un aspetto sottolineato con forza dal sindaco di Nocera Superiore, Gennaro D’Acunzi, che ha evidenziato come il progetto sia stato costruito proprio per evitare disparità tra territori e garantire pari dignità istituzionale a tutte le realtà coinvolte.
Anche Roccapiemonte, il Comune con il minor numero di abitanti tra i quattro partner, assumerà la guida del Consiglio di amministrazione per un triennio, al pari degli altri centri. L’obiettivo dichiarato è creare una governance condivisa e maggiormente attenta alle esigenze concrete della popolazione.
Struttura autonoma e specializzata
Secondo il sindaco di Castel San Giorgio, Paola Lanzara, i cittadini potranno contare su una struttura più autonoma, organizzata e specializzata, capace di offrire risposte più efficaci nell’ambito dei servizi sociali e sociosanitari. Sulla stessa linea il primo cittadino di Roccapiemonte, Carmine Pagano, che ha definito il nuovo ente uno strumento utile a rafforzare la programmazione, assicurare continuità amministrativa e favorire una migliore integrazione tra servizi sociali e sanitari, ottimizzando al tempo stesso le risorse disponibili.
La gestione dei servizi non sarà più legata esclusivamente ai singoli Comuni di residenza degli utenti, ma vedrà una collaborazione più ampia con altri soggetti fondamentali, tra cui l’Asl e le associazioni del Terzo settore. Per D’Acunzi, infatti, il welfare richiede necessariamente un’azione condivisa e coordinata tra istituzioni e realtà del territorio.
Cosa cambia per i cittadini?

Dal punto di vista pratico, i cittadini dovrebbero beneficiare di servizi più efficienti e qualificati. Il sindaco di Nocera Inferiore, Paolo De Maio, ha spiegato che la nuova struttura consentirà di impiegare personale altamente specializzato nel settore del welfare e di accedere a finanziamenti finora non disponibili. Tra i prossimi passaggi previsti ci saranno la definizione del regolamento del personale e la selezione, tramite bando pubblico, di un direttore generale con competenze specifiche nel campo sociosanitario.
L’obiettivo finale resta quello di rafforzare il sostegno alle famiglie, ai minori, alle persone con disabilità e, più in generale, a tutte le fasce fragili della popolazione che necessitano di assistenza e accompagnamento.
“Agro Inclusiva” si propone dunque come un modello basato su equilibrio istituzionale, partecipazione condivisa e trasparenza amministrativa. Non un ente appartenente a un singolo Comune, ma un progetto territoriale comune fondato sulla condivisione di responsabilità, risorse e strategie.

I sindaci hanno inoltre evidenziato come la gestione associata rappresenti non solo una riorganizzazione amministrativa, ma anche un’opportunità concreta di crescita per l’intero comprensorio. La nuova collaborazione, hanno spiegato, potrà favorire lo sviluppo di progettualità innovative, capaci di attrarre investimenti e nuove risorse a sostegno del welfare locale.
Una risposta unitaria alle emergenze sociali del territorio, dunque, nella convinzione che nessun Comune possa affrontare da solo sfide sempre più complesse. La cooperazione istituzionale diventa così uno strumento strategico per costruire una rete sociale più forte, inclusiva ed efficiente.



