Gabriele Petti, oculista originario di Nocera Inferiore, ha operato gli occhi di Massimo Boldi a Milano. La storia che emoziona i social
C’è una foto che, in queste ore, sta facendo il giro dei social. Due uomini sorridono davanti all’obiettivo, rilassati, come due vecchi amici che si stanno scambiando battute dopo una serata tra amici. Solo che non si tratta di una cena qualsiasi: pochi minuti prima, uno dei due aveva tra le mani il bisturi e l’altro aveva gli occhi — letteralmente — nelle sue mani.
Il paziente è Massimo Boldi, uno degli attori più amati dagli italiani, protagonista di decine di film che hanno fatto ridere e sognare intere generazioni. Il chirurgo è Gabriele Petti, giovane oculista originario di Nocera Inferiore che ha appena operato gli occhi del celebre attore in una clinica milanese.
Un destino scritto, forse, già in famiglia
Non è un caso che Petti abbia scelto l’oftalmologia. Suo padre è un oculista molto conosciuto e stimato a Nocera Inferiore e, in qualche modo, il bisturi e la passione per gli occhi sembrano essere passati di mano, da padre a figlio, come un’eredità silenziosa fatta di studio, dedizione e pazienti curati con cura.
Da quella radice nocerina, però, Gabriele ha preso il volo. Si è trasferito a Milano, dove oggi vive e lavora, costruendo passo dopo passo una carriera di tutto rispetto. Collabora con realtà di primissimo piano nel campo dell’oftalmologia, come l‘Istituto Oftalmologico Europeo Baviera e la Eye Care Clinic: nomi che, nel settore, sono sinonimo di eccellenza e affidabilità.
L’incontro con un mito d’infanzia
Ma torniamo a quella foto, a quel sorriso condiviso dopo l’intervento. Per Petti, operare Massimo Boldi non è stato un giorno come gli altri. «Ogni intervento chirurgico rappresenta una grande responsabilità e viene affrontato con la massima attenzione, indipendentemente da chi si abbia di fronte», racconta il medico. Ma poi lascia trasparire l’emozione di chi si è trovato davanti a un pezzo della propria infanzia: «Certamente operare una persona così conosciuta e amata dal pubblico italiano è stata un’esperienza particolarmente emozionante. Da bambino guardavo spesso i film di Massimo Boldi insieme a mio fratello e ritrovarmi oggi a prendermi cura della sua vista è stata un’esperienza speciale, oltre che motivo di grande soddisfazione professionale».
Una frase che racconta più di mille immagini: il bambino che, seduto sul divano con il fratello, rideva guardando i film di un attore amatissimo, diventato oggi l’uomo che si prende cura della vista di quello stesso attore. Un cerchio che si chiude, in un certo senso, nel modo più inaspettato e gentile.
L’orgoglio di una città
E se a Milano questa storia è già un piccolo caso social, a Nocera Inferiore è qualcosa di più: è motivo di orgoglio collettivo. Sapere che un professionista nato e cresciuto tra le proprie strade, formatosi forse osservando il lavoro paterno, sia riuscito a raggiungere traguardi importanti in una città come Milano — punto di riferimento della sanità nazionale — è una di quelle notizie che la comunità sente un po’ come proprie.


