Il marito resta in carcere in attesa della decisione del Gip,, l’autopsia chiarirà le cause della morte della moglie
Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte di Luciana Capozzoli, la 56enne di Nocera Inferiore trovata senza vita nella propria abitazione di via Di Florio nella giornata di giovedì. Intanto la Procura ha aperto un’inchiesta e disposto un decreto di fermo nei confronti del marito, Gerardo Iapicco, 69 anni, attualmente indagato con l’ipotesi di reato di omicidio.
A far scattare l’allarme sono stati i sanitari del 118, intervenuti nell’abitazione dopo la segnalazione. Durante i primi accertamenti avrebbero riscontrato alcuni segni sul collo della donna, circostanza che ha portato all’immediata comunicazione alle forze dell’ordine e all’avvio delle indagini coordinate dalla Procura.
I carabinieri del Nucleo Operativo di Nocera Inferiore hanno avviato una serie di accertamenti, ascoltando familiari, conoscenti e vicini di casa nel tentativo di ricostruire gli ultimi giorni di vita della coppia e il contesto in cui è maturata la tragedia. Per diverse ore è stato sentito anche il marito della vittima.
Secondo quanto emerso, la versione fornita dall’uomo e i chiarimenti resi agli investigatori non avrebbero trovato riscontro con gli elementi raccolti nel corso delle prime attività investigative. Sulla base di tali risultanze, la Procura ha disposto il fermo di indiziato di delitto nei confronti del 69enne, contestandogli, allo stato delle indagini, l’ipotesi di omicidio.
Nei prossimi giorni l’indagato comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari, che dovrà pronunciarsi sulla convalida del provvedimento restrittivo.
Determinante sarà l’esame autoptico, affidato al medico legale, che dovrà stabilire con precisione le cause e le modalità del decesso di Luciana Capozzoli. Fino al completamento degli accertamenti, sia la salma della donna sia l’abitazione in cui viveva la coppia restano sotto sequestro su disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, mentre la posizione dell’indagato resta al vaglio degli inquirenti e dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento giudiziario.

