Migliaia mascherine vendute a prezzi esorbitanti sequestrate e donate all’ospedale Cotugno di Napoli. Denunciate due persone
Lo hanno scoperto a vendere mascherine protettive con rincari del 1200%. I carabinieri della stazione di Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, hanno denunciato per manovre speculative su merci un 33enne del posto, titolare di un negozio di alimentari. Stava vendendo al pubblico mascherine di protezione ad un prezzo sproporzionato rispetto a quello di mercato. Erano in vendita a 3 euro l’una, nonostante il prezzo originario fosse di 20 centesimi. Il negoziante, inoltre, per ottenere maggiori guadagni – spiegano i carabinieri – vendeva i pezzi singolarmente anziché in pacchi da 10, applicando un rincaro del 1.200%. I militari, avevano notato alcuni annunci sul web grazie ai quali il 33enne ne pubblicizzava la vendita. Raggiunto il negozio e guidati da un cartello che promuoveva l’offerta, i carabinieri hanno sequestrato 1. 000 mascherine, ammassate in uno scatolone tra prodotti alimentari.

Sempre in tema di mascherine sono state consegnate all’ospedale Cotugno di Napoli, in prima linea nell’emergenza sanitaria determinata dal coronavirus, le 10mila mascherine sequestrate lo scorso 27 febbraio a una parafarmacia che si trova anch’essa nel comune di Giugliano in Campania e che il titolare aveva messo in vendita con rincari tra 300% e 6150%. Lo rende noto la Procura di Napoli Nord, coordinata dal procuratore Francesco Greco, che ha chiesto e ottenuto dal gip il sequestro della parafarmacia il cui valore aggira intorno ai 400mila euro. A sequestrate le mascherine, di due diverse tipologie, sono stati i finanzieri di Giugliano in Campania, gli stessi che si sono occupati della consegna all’ospedale napoletano per le malattie infettive.

