Finiti i soldi per le analisi di laboratorio, radiografie e visite specialistiche, ora tutte le cure sono a pagamento. Appello alla Regione
Tra la fine del mese di giugno e i primi giorni di luglio il territorio dell’agro nocerino sarnese resterà anche senza cure radioterapiche per pazienti oncologici. Il raggiungimento dei tetti di spesa per le strutture accreditate convenzionate costringerà gli ammalati a rivolgersi a strutture pubbliche ben lontane dal territorio e con liste di attesa lunghissime. Ma l’esaurimento dei fondi blocca anche radiografie, ecografie, analisi di laboratorio, specialistica ambulatoriale.

L’elemento nuovo e che lascia ipotizzare “una vera e propria catastrofe” è che se fino agli anni passati restavano scoperti due o tre mesi, ora il tetto viene sforato a giugno. “Insomma – ha detto Bruno Accarino, rappresentante regionale del Snr, il Sindacato nazionale area radiologica – i cittadini sino al prossimo dicembre, per effettuare qualsiasi esame, dovranno pagarlo di tasca propria, altrimenti dovranno rivolgersi alle strutture pubbliche già intasate anche per la pandemia”.
“Il netto, precoce e drammatico esaurimento del budget – ha continuato Accarino – è stato provocato, non solo per la sottostima dei fondi, fenomeno nato nel 2011 con la spending-review, ma anche dalla pandemia. Lo scorso anno la Regione Campania ha dovuto chiudere per ben due volte gli ambulatori esterni delle strutture pubbliche mentre solo gli ambulatori dei centri accreditati sono rimasti aperti a garantire silenziosamente e con grande spirito di abnegazione il servizio sul territorio, assicurando i Lea, i livelli essenziali di assistenza”. Sono i numeri a mettere in evidenza la grave criticità. Le sole Tac del torace per controlli post-covid nel bimestre gennaio-febbraio 2021, rispetto al medesimo periodo del 2020, sono incrementate di oltre il 67%.
Ora il rischio è che migliaia di pazienti non potranno effettuare esami e controlli delle più svariate malattie, dagli oncologici ai cronici, agli anziani, ai bambini. I tetti di spesa, nonostante gli annunci del governatore Vincenzo De Luca, non possono essere eliminati “tout court” in quanto la Campania, anche se fuori dal commissariamento, è ancora in affiancamento. Ma una soluzione ci sarebbe. L’ha proposta Accarino in una lettera inviata a De Luca.
“Lo scorso anno il Governo – ha spiegato il medico – ha stanziato oltre 478 milioni di euro di fondi aggiuntivi per il recupero delle liste di attesa, impossibili da utilizzare completamente nelle strutture pubbliche perché interamente dedicate alla gestione dell’emergenza Covid. Infatti, dei circa 44 milioni di euro assegnati alla Campania, ben 34 milioni non sono stati spesi nell’esercizio 2020 e sono stati accantonati. Ebbene, il presidente De Luca chieda al Governo di poter utilizzare questi fondi, sarebbe un polmone cui attingere per scongiurare questa catastrofe annunciata. Ma lo faccia subito”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Commissione consiliare sanità di Nocera Inferiore, Vincenzo Stile, che ha portato l’attenzione sulla spesa reale. “È necessaria – ha detto una revisione al rialzo dei tetti di spesa per le prestazioni in convenzione. I budget devono essere conformati ai reali fabbisogni sanitari oppure aboliti in nome del principio di sussidiarietà tra centri di erogazione delle prestazioni sanitarie pubblici e convenzionati. È inammissibile che a metà anno già ci sia il blocco delle convenzioni con le strutture pubbliche che non potrà assicurare il diritto alla salute dei cittadini”.

