Aziende, professionisti e lavoratori autonomi stanno chiedendo il finanziamento anti crisi del Decreto liquidità. Ma non per tutti c’è il via libera
Dal 17 aprile è iniziata la caccia da parte di imprese, professionisti e lavoratori autonomi per ottenere prestiti fino ad euro 25 mila. Sono migliaia le domande già presentate. Ne abbiamo parlato con il dottore Arturo De Filippis, commercialista e amministratore unico di D.F. Consulting S.r.l.

Dottore De Filippis, chi può chiedere questo prestito?
“Praticamente tutte le imprese, i professionisti ed i lavori autonomi. Le garanzie sono offerte dallo Stato. Ma ci sono dei vincoli. Innanzitutto bisogna essere nel limite del 25% dei ricavi attestati dall’ultima dichiarazione dei redditi o dell’ultimo bilancio presentato, o per soggetti costituiti successivamente al 01/01/2019 in base ad una autocertificazione dei ricavi realizzati sempre nell’annualità appena trascorsa. La garanzia non è concessa proprio a tutti; infatti, ai beneficiari che hanno nei confronti del soggetto finanziatore esposizioni classificate come inadempienze probabili, scadute o sconfinanti deteriorate precedentemente alla data del 31 gennaio 2020, la garanzia non è dovuta e di conseguenza anche il finanziamento”.
Quali sono le modalità di restituzione dei soldi?
“Il finanziamento, che ha una durata di massimo 6 anni, di cui i primi 2 di pre ammortamento (si pagano solo gli interessi, iniziando quindi a restituire la quota capitale dal terzo anno in poi e per i successivi 4), prevede una garanzia statale pari al 100% dell’importo erogato a favore dei soggetti beneficiari, zero costi di istruttoria ed un tasso che non potrà mai eccedere l’1,5%”.
Come si chiede il prestito?
“Per poter accedere al finanziamento basterà presentare apposita modulistica all’istituto di credito cui il potenziale beneficiario è correntista, compilare in tutte le sue parti l’allegato-4bis scaricabile sul sito del Fondo di Garanzia (il quale funge da dichiarazione di atto di notorietà), accompagnare a tale modulo un documento d’identità in corso di validità del sottoscrittore del modello, ed inviarlo tramite Pec o anche posta elettronica ordinaria agli indirizzi bancari preposti. A tal proposito, è bene prima rapportarsi con il proprio istituto di credito chiedendo informazioni sulla modulistica e sugli indirizzi cui trasmettere la documentazione, considerando che, ogni banca, alla luce di questo imponente Decreto, ha messo in campo una propria politica (tra tutte Intesa San Paolo ha svolto un ottimo lavoro).
Le garanzie statali coprono l’intera platea dei richiedenti?
“Purtroppo no, infatti dato il numero ingente di domande presentate sino ad oggi, è impensabile che tutte queste potranno essere evase, considerato che il plafond disponibile dal Fondo non riuscirà mai a coprire una mole di richiesta garanzia senza precedenti. Si attende quindi con uno stanziamento più che probabile previsto dal prossimo decreto, l’estensione della dotazione del Fondo di Garanzia, al fine di consentire a tutti i richiedenti o quasi l’ottenimento di quanto richiesto”.

