Il presidente Vincenzo De Luca, in più di un’occasione, ha denunciato che la Regione Campania, rispetto ad altre regioni italiane, riceve meno soldi da destinare alla sanità. Ma si scopre che nella stessa regione esiste lo stesso scompenso: ci sono province che hanno una spesa pro capite per la riabilitazione molto al di sotto di altre. Ad evidenziarlo è il consigliere regionale di Italia Viva, Tommaso Pellegrino che ha presentato un’interrogazione al presidente De Luca.
L’onorevole Pellegrino nel documento ha rimarcato che il presidente De Luca da molto tempo e in tutte le sedi istituzionali, politiche e mediatiche è protagonista di una battaglia di giustizia affinché la spesa sanitaria sia commisurata al reale fabbisogno calcolato non “sulla spesa storica” ma sulla popolazione, superando così le discriminazioni che penalizzano alcune regioni e in particolar modo la Campania.
“Il presidente De Luca – ha scritto Pellegrino – merita tutto il nostro sostegno nel porre, come ha fatto, con forza e determinazione all’attenzione delle autorità politiche nazionali l’assoluta necessità di superare una situazione in cui gli abitanti della nostra regione vengono depredati dei fondi che spetterebbero loro per il bene primario della salute”.
Nell’interrogazione il consigliere regionale ha fornito indicazioni ben precise in merito alla sostanziale differenza tra le diverse Asl della Campania. “Dai dati – si legge nella nota – emerge con chiarezza che per le prestazioni riabilitative ex art. 26 nel setting ambulatoriale/domiciliare l’Asl Salerno risulta penalizzata in maniera sensibile, con un sottodimensionamento dei fondi pari a oltre 5 milioni di euro. Infatti la spesa procapite per l’Asl Salerno è di 5 euro al di sotto della media regionale (33 contro 38), cifra che moltiplicata per il numero di abitanti (1.093.000) comporta, appunto, una minore dotazione di risorse pari a euro 5.465.000”.
“In termini assoluti – ha sottolineato Pellegrino – nessuna azienda sanitaria ha una penalizzazione così grave, mentre in termini di spesa pro capite solo l’Asl Avellino ha un valore più basso di quello di Salerno. La penalizzazione è resa evidente dal confronto con le Asl che, al contrario, hanno dotazioni nettamente superiori alla media, come quella di Benevento (+ 9 euro di spesa pro capite) o la Napoli 3 che con un + 7 euro di spesa pro capite e 1.061.000 abitanti, ottiene finanziamenti di euro 7.427.000 euro superiori rispetto alla media regionale. In pratica tra l’Asl di Salerno e la Napoli 3, quasi a parità di popolazione, c’è un divario di dotazione pari a quasi 13 milioni di euro (12 euro pro capite)”.
“Il principio politico amministrativo sostenuto dal presidente De Luca su scala nazionale affinché ai cittadini della Campania siano date le stesse risorse date agli altri territori – ha sottolineato il consigliere regionale – è un incontestabile principio di giustizia. Tale principio, ovviamente, deve valere anche per i cittadini delle diverse province della Campania, invece i cittadini della provincia di Salerno per la riabilitazione ex art.26 setting ambulatoriale/domiciliare risultano penalizzati di circa 5 milioni di euro l’anno che significano minori servizi e minor diritto alla salute”.
“Ritengo – ha dichiarato l’onorevole Pellegrino – che la Giunta regionale debba superare la situazione di penalizzazione sanitaria a danno dei cittadini della provincia di Salerno, adeguando per questa provincia le dotazioni alla media regionale”.
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