Le reazioni alla notizia della promozione dell’ospedale di Pozzuoli mentre l’Umberto I attende da anni. Amareggiati i medici, duro Torquato
Le reazioni non si sono fatte attendere. La notizia della promozione dell’ospedale di Pozzuoli a Dea di secondo livello ha provocato amarezza e “solitudine politica”, ha sottolineato il sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato. “Da tempo aspettiamo – ha continuato – un riconoscimento dell’Umberto I insieme agli ospedali di Pagani e Scafati che ci viene negato. Così come, insieme ai miei colleghi dell’Area nord della provincia di Salerno, abbiamo chiesto un incontro al governatore Vincenzo De Luca e al direttore generale dell’Asl Salerno, Mario Iervolino, ma il silenzio è assordante. Riscontro un senso di solitudine politica. Da mesi aspettiamo un incontro ma tutto tace, non solo mancanza di stile ma anche poca sapienza politica. Cosa verranno a raccontarci durante la prossima campagna elettorale?”.
Per Pasquale D’Acunzi, consigliere comunale di opposizione ed ex consigliere regionale, l’ingiustizia risale ad anni fa quando l’Umberto I fu declassato dopo che l’ex direttore generale dell’Asl Salerno 1, Raffaele Ferraioli, l’aveva portato ad un altissimo livello. “Abbiamo poco tempo per riconquistare quello che ancora ci spetta e dopo questa notizia possiamo chiederlo ancora di più”, ha sottolineato D’Acunzi.

“È evidente – ha dichiarato la collega di opposizione Tonia Lanzetta – che l’ospedale di Nocera Inferiore sia paragonabile ad un facente funzione di un Dea di II livello, questo è il risultato di una politica sanitaria miope e castrata dalle scelte politiche di bottega, che relega i rappresentanti locali solo a fare il verso delle cornacchie. Bisognerebbe alzare la voce e rivendicare il ruolo centrale della nostra struttura ospedaliera e delle strutture limitrofe. Ma del resto sono sicura che presto arriveranno promesse e rassicurazioni nell’imminenza della prossima campagna elettorale”.
Anche in ospedale la notizia arrivata da Napoli ha creato malumore soprattutto tra i medici. Da sempre hanno manifestato le difficoltà operative di una struttura che, invece di essere rilanciata per specialistiche, professionalità e capacità operative, “viene mortificata”. “Ma ora – ha detto un primario – è necessario creare una nuova e più forte mobilitazione di opinione. Non possiamo restare a guardare”.

Non mancano alcune incongruenze. L’Umberto I, infatti, è tra i quattro ospedali della Campania (gli altri tre sono il Cardarelli di Napoli, il Policlinico dell’Università partenopea Federico II e il Ruggi d’Aragona di Salerno) che danno vita alla rete degli “hub” per la “stroke unit”, tanto è vero che anche quest’anno, grazie al lavoro dei reparti di Neurologia e Neuro Radiologia, è stato riconosciuto dall’organizzazione internazionale Eso Angels come “centro platino” per il trattamento dell’ictus. Il dibattito, comunque, è appena iniziato.


