Cultura

“Il presepe e la natività per difendere la nostra identità”

L’appello del sindaco di Pagani ai dirigenti scolastici. Sessa “si facciano il presepe e le recite del Natale. Anche così si crea integrazione”

Parlare “male” del mondo cattolico non è bello, specialmente nelle settimane che precedono il Natale. Eppure, di questi tempi dove vi sono sacerdoti che mettono Gesù Bambino in un gommone nel presepe della propria chiesa, oppure, che il presepe non lo fanno nemmeno per “non offendere” non si sa chi; o che, addirittura, organizzano corsi di pugilato per migranti così che si possano “difendere”, sempre da non si sa chi, ci sovvengono alcune parole di Julien Green (scrittore e drammaturgo statunitense protestante poi convertitosi al cattolicesimo).

Scriveva: “Sono stati allevati nel cattolicesimo, ci vivono, ci muoiono, ma non capiscono né ciò che rappresentano, né ciò che avviene intorno a loro, e nulla avvertono del mistero che li avvolge e li divide dal mondo. I cattolici sono tanto abituati alla loro religione, da non aver più bisogno di sapere se è vera o falsa, se ci credono o no; e una siffatta fede, puramente meccanica, li accompagna fino alla morte”.

La città di Pagani va in controtendenza: oltre che culla di santi, artisti e mercanti, ora prova ad ergersi a paladina della tradizione natalizia e in difesa di tutto ciò che è legato a questa festività, a nome e tutela della propria identità. “A Pagani, città di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori cantore del Natale”, scrive il sindaco facente funzioni Anna Rosa Sessa, “la festività più attesa dell’anno riveste un significato ancora più profondo e importante.”

Anna Rosa Sessa

La combattiva amministratrice paganese chiede di trasmettere a tutti gli allievi delle scuole locali  il senso più profondo del Natale attraverso l’allestimento dei presepi e degli alberi negli istituti, le recite, le attività didattiche: obiettivo principale è la conoscenza sempre più diretta della storia del Natale e anche del Dottore della Chiesa che, secondo Sessa, “ha lasciato un segno indelebile anche attraverso le celeberrime canzoni natalizie “Tu scendi dalle stelle” e “Quanno Nascette Ninno”.

Un’occasione di crescita anche per coloro che vengono da realtà diverse dalle nostre i quali potranno conoscere da vicino usi e costumi della nostra comunità, sentendosi così parte fondamentale di un importante processo di integrazione oltre che nella magia del Natale.”

Tutte cose che non solo salvaguardano lo spirito natalizio, ma, semmai, lo glorificano. Il fatto, poi, che si possa fare del bene al prossimo è tutt’altra cosa (e chi ha frequento davvero il mondo cristiano lo sa). Chi, però, si offende vedendo la rappresentazione di un bimbo appena partorito cosa può rappresentare nell’universo?

Pasquale De Virgilio

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