Il Venerdì santo è il venerdì che precede la pasqua cristiana. In questo giorno si commemora la passione e la crocifissione di Gesù Cristo. Ovviamente l’arte è pervasa da questo avvenimento. In provincia di Salerno ci sono alcuni esempi di grande rilevanza.
Iniziamo dal Battistero di Nocera Superiore, qui ci sono degli episodi della passione, uno è quello dell’andata al calvario, in questo caso la rappresentazione diventa viva, compartecipata con il corteo che accompagna Cristo con la croce e che si ricollega al dipinto nel chiostro del Paradiso del duomo di Amalfi e alla raffigurazione del convento di San Francesco a Giffoni Valle Piana. Poi c’è la Risurrezione che rappresenta la sintesi di queste primissime espressioni del Gesù che trionfa sulla morte, e l’Angelo, seduto sul sepolcro, addita alle donne che colui che cercano non è più lì, perché risorto.
Una grande rappresentazione del Calvario della fine del XV sec. occupa un’intera parete dell’antico refettorio delle monache del monastero di Santa Chiara a Nocera Inferiore. Un’opera di grande impatto visivo, una meditazione sulla passio Christi, basata sulla compartecipazione mistica del fedele all’evento sacro attraverso il concetto dell’immagine.
Nell’ipogeo della chiesa di S. Maria a Foce del Comune di Sarno, ci sono alcuni dipinti murali tra cui emerge una Crocifissione con i dolenti caratterizzata da un forte gusto popolareggiante. con una nuova definizione artistica potremmo definirla la “Pop Art” dell’epoca, perché, grazie alle sue forme, alle sue espressioni genuine ed accessibili a tutti, riuscì a parlare a quegli strati della popolazione più semplice.
Il Compianto sul Cristo morto ad Angri nel polittico della collegiata di San Giovanni risente di forti riferimenti al Mantegna e forse, di più largo patrimonio di conoscenza, a quella che è la cultura iberica di questo periodo nel Regno di Napoli, un sapere pittorico basato su forti temi naturalistici.
C’è un cambio delle rappresentazioni sacre alla fine del ‘500, è il caso del Compianto sul Cristo morto nel polittico di Scafati, presso la chiesa di Santa Maria delle Vergini, così come a Materdomini di Nocera Superiore e a Pagani nella chiesa del Corpo di Cristo con il dipinto di Fabrizio Santafede. Praticamente siamo alla fine della Controriforma, ad un nuovo uso delle immagini, ad un controllo dell’immagine sacra che deve essere più corrispondente alla devozione, alla realtà filologica del testo sacro.
Per finire nel Duomo di Sarno, La Comunione degli Apostoli del1683 dove Cristo diventa sacerdote e distribuisce la Comunione agli Apostoli. Il tema della Passione assume anche dei caratteri di novità iconografici, proprio a dimostrazione del carattere umano del Cristo a cui sarà, di lì a poco, sottoposto ad una delle prove più cruenti della sofferenza umana, ma introduce anche il segno della sua permanenza vera nell’Eucarestia. (Carmine Zarra, studioso e di arte e storia locale)
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