Cultura

La scomparsa di Elia Pirollo

Elia Pirollo non c’è più. Era l’addetto stampa del Comune di Nocera Inferiore. Ma soprattutto uomo di teatro e spettacolo. Tra le sue creature il teatro Diana e Jazz in parco

Da quando questa mattina mi hanno avvisato dell’improvvisa e prematura scomparsa di Elia Pirollo, a parte il dolore profondissimo per la scomparsa di un caro amico e di un collega, ho cercato di trovare un nesso tra la sua morte e il terribile momento che stiamo attraversando dettato da questo beffardo e malefico virus. Lo so perfettamente che non esiste una relazione tra la vita e la morte ma delle volte ci aggrappiamo anche a queste piccole cose per giustificare qualcosa che rientra nella natura delle cose.

Ho pensato alle sue passioni, tante, ma soprattutto al teatro e alla musica. Da quando c’è la pandemia i teatri sono chiusi, intorno alla musica dal vivo c’è il silenzio assordante. Ed ho pensato ad Elia che ha dovuto rinunciare improvvisamente a tutto questo: un lutto nel lutto. L’ho immaginato fuori dal teatro Diana triste e impotente; l’ho visto all’esterno del cancello del castello del parco Fienga dove per anni è riuscito ad organizzare un festival del jazz tra i più importanti d’Italia.

Avevo sentito Elia due giorni fa. Una delle nostre solite telefonate per parlare di fatti dell’amministrazione comunale, dell’ultimo comunicato stampa che gli era stato affidato dal sindaco, per poi passare a cose più frivole come le estrose giacche e camice che tanto gli piacevano. Con lui era facile passare dal serio alle cose più divertenti.

Da alcuni mesi non stava bene. Era costretto su una sedia a rotelle per dare un po’ di respiro a quel piede che aveva iniziato a creargli problemi. Mi aveva detto che da quando stava quasi chiuso in caso si era dedicato alla cucina. Mi aveva detto che era anche bravo. In genere preferivamo, quando era possibile, andare da chi cucina per professione. Prima del lockdown c’eravamo ritrovati spesso da un amico comune, Luca Ingenito, al Paese. In quei momenti conviviali si dimenticavano affanni e dolori. E si parlava dei figli, entrambi ne abbiamo che hanno scelto di seguire strade tortuose del teatro e della creatività.

Educato, mai fuori dalle righe, disponibile, buono. Questo era Elia. Quando questa mattina mi hanno informato ho pianto. Ed ancora adesso non riesco a trattenere le lacrime.

Nello Ferrigno

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