Anche per i fiumi è iniziata la fase 2. In particolare per il torrente Solofrana. In poche ore le acque da cristalline, cosa che non accadeva da decenni, sono tornate ad essere scure. E avvelenare le città che attraversa sino a congiungersi nel fiume Sarno. Basta guardare le foto del prima e dopo. Già nella tarda mattinata di lunedì il panorama era cambiato. Sono bastate poche ore dalla ripresa delle attività delle industrie, compreso il polo conciario di Solofra, per ridare il colore scuro al corso d’acqua.
“Non ci si ammala solo di coronavirus – ha detto il sindaco di Nocera Inferiore Manlio Torquato – in questi 60 giorni forse lo avevamo dimenticato. Resta un problema ambientale enorme che è il torrente Solofrana. E ora abbiamo avuto l’ennesima prova che l’inquinamento arriva da fuori. Ed è lì che bisogna immediatamente intervenire. L’acqua è avvelenata non certo dal mancato collettamento delle fogne. C’è ben altro. In previsione di questo avevamo tempestivamente disposto di effettuare analisi dell’acqua prima e dopo la riapertura del 4 maggio”.
Anche il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, aveva fatto analizzare dal Corpo della Guardia Costiera le acque durante il lockdown per fotografarne le condizioni alla luce del blocco delle attività. Ed al ministro si sono rivolti i deputati del Movimento 5 Stelle, Luigi Iovino e Carmen Di Lauro con una interrogazione. “E’ bastato un solo giorno di riapertura di fabbriche e aziende – hanno dichiarato – che il fiume Sarno tornasse nuovamente a presentarsi torbido e caratterizzato in alcuni tratti da odori nauseabondi. Un fenomeno di inquinamento così rapido non può essere attribuito alla ripresa delle sole attività degli insediamenti industriali e manifatturieri nell’area del bacino idrografico del Sarno, ma è certamente ipotizzabile una ripresa contestuale di scarichi illeciti di fanghi prodotti, in particolar modo, da produzioni conciarie. Bisogna intensificare i controlli”.
La deputata Virginia Villani ha inviato una richiesta di monitoraggio alla Regione Campania, ai carabinieri del Noe e ai sindaci dell’Agro nocerino sarnese. “E’ necessario – ha sottolineato la parlamentare pentastellata – garantire più controlli contro sversamenti illegittimi e scarichi abusivi altrimenti non riusciremo mai a ripulire il fiume e i suoi torrenti. Sono decenni che i cittadini del territorio segnalano il potenziale rischio alla salute derivante dall’esposizione ai miasmi del fiume Sarno, dei suoi canali e dei suoi affluenti, la Regione dimostri di tenere davvero al diritto alla salute, anche quando parliamo di inquinamento”. Il coordinamento delle associazioni ambientaliste “La fine della vergogna” ha ricordato di aver depositato due anni fa un esposto denuncia alla procura di Nocera. L’avvocato Anna Panariti si è chiesta come mai ancora oggi, “nonostante le evidenze scientifiche mostrano una chiara correlazione tra inquinamento ambientale e salute dei cittadini, oltre il silenzio atavico delle istituzioni anche la giustizia non fornisca alcuna risposta”.
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