Cultura

Open Studi di architettura aperti, Nocera c’è

L’architetto Rosario Fezza ha aderito alla manifestazione nazionale del 13 e 14 giugno quando tutti gli studi di architettura saranno Open

Open Studi Aperti in Tutta Italia 2025 è una manifestazione che accomuna idealmente tutti gli studi italiani in un unico grande evento diffuso su tutto il territorio nazionale nell’ambito del quale gli studi di architettura apriranno contemporaneamente le loro porte al pubblico. Le date sono il 13 e 14 giugno prossimi. L’obiettivo della manifestazione è di trasformare i luoghi di lavoro in spazi di incontro informale in cui sia possibile conoscersi, dialogare, confrontarsi e scambiare le proprie opinioni, oltre che a scoprire i luoghi in cui le professioniste e i professionisti tendono ad operare con competenza e inventiva. Open Studi Aperti in Tutta Italia 2025 porta l’architettura nelle piazze e le piazze negli studi di architettura.

C’è anche Nocera Inferiore. L’architetto Rosario Fezza ha aderito alla manifestazione e il 13 e 14 giugno ospiterà nel Centro di arredamento e studio di architettura Fezza, in via Matteotti, un gruppo di colleghi per far conoscere al pubblico, anche attraverso l’esposizione di progetti, oggettistica, materiali funzionali, disegni, render, fotografie e video, il loro lavoro.

“Creiamo un luogo di discussione”

“Viviamo – ha detto l’architetto Fezza – in un contesto territoriale molto complesso e articolato, essendo l’Agro sarnese nocerino l’area demograficamente più popolosa della provincia di Salerno. Siamo stati crocevia di vicende storiche, le cui tracce fanno sovente rimpiangere un’architettura di altri tempi, e continuiamo ad essere tutt’ora un crocevia tra Napoli e Salerno, con tutto il carico del terremoto dell’80 e una serie di storture dal piano urbanistico a quello stradale, facilmente riscontrabile in diverse municipalità di questa terra, pur certo generosa di esempi virtuosi”.

L’architetto Rosario Fezza

“Nell’intenzione di partecipare ad Open – ha aggiunto l’architetto – c’è una mia volontà precisa di colmare l’assenza sul territorio della categoria cui appartengo e cercare di restituirla alla società civile con un sano coinvolgimento dei tanti colleghi che si prodigano per dare una sana immagine di questa professione, dando loro uno spazio in cui presentarsi e proporre le grandi idee, che certo non mancano, per avviare nuove progettualità e rendere più funzionali gli spazi che la comunità dovrebbe poter vivere concompiacimento e serenità, al fine di ricreare elementi dove l’ordine, la bellezza e la praticità siano tangibili e di utilizzabili con sommo piacere del cittadino”.

“Pertanto – ha continuato Fezza – credo si debba colmare questa essenza materiale, mostrando quello che la categoria oggettivamente fa e quali sono gli obiettivi del fare. Sarebbe bello potere immaginare una rivoluzione culturale dell’architettura dell’Ager Sarnensis per una rivalutazione degli spazi pubblici, ad esempio, ma bisogna essere pratici e poter agire, esattamente come intendo fare, partendo dall’espressione del contemporaneo, del quotidiano e del comune vissuto. Certo sarebbe bello poter immaginare da subito la realizzazione di grandi opere entro il tessuto urbano, viste sempre da una prospettiva culturale e analitica, ma la mia idea è molto più semplice: una sincera aggregazione tra colleghi e l’accensione di un osservatorio quotidiano, rigoroso nell’attuazione e pratico nella creatività”.

“Ecco – precisa il professionista – direi che oggi, grazie a Open possiamo pensare in queste due giornate a Nocera Inferiore di gettare le basi di un think tank che discuta e metta in funzione la cultura dell’architettura per la società contemporanea ma, dato che parliamo pur sempre di cultura, nella sua accezione di più ampio respiro, sarebbe interessante, come giusto che sia, aggregare più culture da unire all’architettura del fare quotidiano: l’architettura del vino e del cibo ad esempio, ci offrono una prospettiva di dialogo tra idea, design e utilizzo, quel crocevia dove si costruisce un packaging contenitivo in cui la società locale, il genius loci e la tipicità, possano essere contenuti in esso e rispecchiarvici. D’altro canto, anche l’architettura ha un suo ruolo e coinvolgimento nel processo di materialismo storico che descrive il contesto storico culturale in cui si realizza e i valori che essa vuole rappresentare come modello”.

Redazione

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