Riparte il progetto di coesione e inclusione sociale promosso dall’Associazione Italiana Biblioteche in Campania
La bellezza della lettura come ponte tra le Istituzioni e le realtà del terzo settore, in un clima culturale di cooperazione e inclusione. “Parole in Circolazione. LiberiAmo la Cultura” è l’iniziativa, presentata durante il Campania Libri Festival, ha come obiettivo quello di effettuare donazioni di libri in case carcerarie, case famiglia e luoghi di aggregazione in cui la cultura possa diventare strumento di stimolo. La raccolta sarà guidata da una bambola di pezza, sostenibile, Marinella, che è il simbolo del progetto e, allo stesso tempo, fisicamente sarà presente nei luoghi in cui, settimanalmente, si potranno donare i testi da destinare all’iniziativa.
“Marinella è una coloratissima bambolina di stoffa – ha spiegato Maria Pia Cacace, presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche Campania – diventata il simbolo del progetto. E’ stata sullo stand del Campania Libri Festival, quasi come se fosse una rappresentante di “Parole in Circolazione”. Girerà le librerie in cui si potranno acquistare e donare i libri che, a loro volta, saranno destinati ai detenuti delle case circondariali, agli utenti di case famiglia, ai reparti pediatrici e centri sociali”.

Marinella è pronta a fare tappa in tutte quelle librerie, associazioni culturali o circoli di lettura che vorranno sostenere il progetto. Come ha precisato la presidente Cacace “sarà realizzato un calendario con le indicazioni dei vari incontri di lettura, dove prevediamo anche laboratori per bambini, il cui ricavato andrà in donazione per l’acquisto di scaffali, libri, sedie e tavoli delle biblioteche sociali”. le librerie o le varie associazioni che vorranno ospitare il viaggio di Marinella potranno scrivere all’indirizzo mail campania@aib.it.
“Coloro che vivono in condizioni di limitazione della libertà – ha aggiunto Maria Pia Cacae – sperimentano forme di disagio che possono essere migliorate e sollevate dalla lettura. Si tratta di un effetto quasi terapeutico del libro: distogliere l’attenzione dai temi quotidiani connessi alla reclusione per l’apertura di spazi di immaginazione diversi”.


