Fatti

“Agostino forse accecato dalla gelosia”

Forse la gelosia il motivo che ha spinto Annunziata ad uccidere Annalisa D’Auria la coppia di Nocera Inferiore che viveva in Piemonte

Probabilmente è stata la gelosia a spingere Agostino Annunziata ad uccidere la compagna Annalisa D’Auria per poi togliersi la vita. È una delle piste seguite dai carabinieri che stanno scavando nella vita della coppia per individuare il movente che ha spinto l’uomo ad un gesto violento contro la donna che amava e poi su sé stesso. Secondo alcune fonti investigative la sera prima ci sarebbe stato un litigo tra i due che sarebbe andato avanti per diverse ore. Annunziata, secondo anche alcuni messaggi inviati con il telefonino, era convinto che la compagna avesse un amante.

Lei era originaria di Nocera Inferiore e viveva al quartiere Arenula. Lui, nato a Pagani, ma cresciuto al rione Calenda, nella stessa città di Annalisa. Da tempo si erano trasferiti a Rivoli alle porte di Torino. Volevano iniziare una vita nuova.

Annalisa D’Auria lavorava come bidella all’istituto agrario Dalmasso di Pianezza, Agostino Annunziata, dopo un’esperienza nell’Esercito, aveva trovato lavoro come operaio alla Massifond, un’azienda di Orbassano. Entrambi venivano da situazioni di vita complesse. L’uomo per circa un anno era stato recluso agli arresti domiciliari per storie di droga. La donna, che aveva avuto un’altra figlia da una precedente relazione, dopo aver perso i genitori, pochi anni fa era stata addolorata dalla morte improvvisa del fratello Carmine. L’unico contatto familiare rimasto era una sorella che vive all’estero. A Nocera Inferiore, invece, erano rimasti solo le amiche di sempre ed i parenti, oltre all’altra figlia avuta dalla precedente relazione.

La ricostruzione

Tutto è accaduto sabato mattina. L’uomo, subito dopo avere accoltellato a morte la compagna, ha chiamato la madre raccontando l’accaduto. È stata la donna dalla Campania, chiariscono i carabinieri, ad avvertire poi il 118, che ha chiamato a sua volta il 112. Da qui l’intervento dei carabinieri. Il corpo di Annalisa D’Auria è stato trovato dai carabinieri nel soggiorno della loro abitazione. Nel frattempo Agostino Annunziata, insieme alla figlioletta di tre anni, si era recato in fabbrica, aveva chiesto ad un collega di tenergli per qualche minuto la bambina, invece non è più tornato lanciandosi da un silos della fabbrica. Ai carabinieri non risultano denunce per violenze domestiche o altro legato alla vita familiare. I colleghi di lavoro lo hanno descritto come “uno sportivo, sempre in palestra, molto generoso”. La piccola, come sempre avviene in questi casi, è stata portata per accertamenti sulle sue condizioni di salute presso un ospedale di Torino. Da Milano intanto l’avrebbe raggiunta un parente, per starle accanto.

I vicini: ‘Litigavano sempre’

“Li sentivo litigare spesso, l’ultima volta era stata mercoledì, perché lei non gli aveva risposto al telefono”. Il racconto è di una vicina della coppia. I due abitavano nel condominio alla periferia di Rivoli da pochi anni: erano arrivati lì con la loro unica figlia, 3 anni, quando la piccola era appena nata. Nell’appartamento, dove la donna è stata colpita mortalmente alla gola, secondo i primi rilievi, al momento i carabinieri non hanno trovato biglietti d’addio dell’uomo o che comunque possano fornire una spiegazione per l’accaduto.

Redazione

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