Se prima ci si basava sul sentito dire, oggi a certificarlo sono i numeri. Castel San Giorgio è in Italia la capitale del gioco d’azzardo. In nessun’altra città, grande o piccola che sia, si gioca e scommette tanto, sino ad arrivare a situazioni estreme come la perdita al tavolo verde della propria casa o dell’azienda di famiglia. Sino a chiedere soldi ad usurai.
Ad aprire uno squarcio su una vicenda che ha portato in queste ore il piccolo centro dell’Agro nocerino sarnese alla ribalta nazionale, è il “Libro nero dell’azzardo. Mafie, dipendenze, giovani” promosso da Federconsumatori e Cgil. Secondo i dati della ricerca, lo scorso anno, ogni cittadino di Castel San Giorgio tra i 18 e i 74 anni, ha speso in scommesse, casinò e altri giochi ben 11. 883 euro, una cifra enorme se si considera che la media italiana è di appena 1.926 euro.
Con il passare degli anni sono cambiati luoghi e giochi. Negli anni ‘70 e ‘80 i bar erano, anche con sale nel retro riservate ai giocatori, il luogo destinato a chi non si poteva permettere trasferte nei casinò italiani e esteri. Negli anni passati nei bar e nei circoli delle frazioni centrali e di Aiello arrivavano giocatori da Siano, San Severino e Bracigliano. Nei locali di Trivio, Lanzara e Castelluccio arrivavano invece da Nocera Inferiore e da Roccapiemonte. E spesso ci scappava la rissa o addirittura episodi di violenza come accoltellamenti.
Negli ultimi decenni del secolo scorso nei bar i giochi preferiti, come riporta Il Mattino, erano la zecchinetta, la stoppa (una sorta di poker con le carte napoletane) o il poker ma non si disdegnavano sette e mezzo e tressette. Professionisti e imprenditori giocavano in case private, specie quelle di molti professionisti, dove si preferiva invece il poker. E questa tradizione pare sia rimasta ancora in voga. Oggi le giocate, grazie alla tecnologia, avvengono prevalentemente nel chiuso di case private, attraverso i computer, sui tablet e sui telefonini. Ma c’è anche il “gratta e vinci”, gioco che affascina soprattutto i giovani tra i 14 e i 18 anni.
Non nasconde la sua preoccupazione il sindaco di Castel San Giorgio Paola Lanzara. “Bisogna reagire con una mobilitazione generale – dice – da sindaco, insieme a tutta l’amministrazione comunale, in sinergia con la Cgil, la Asl, i medici di base, le parrocchie, la scuola, Libera e tutte le associazioni del territorio, intendo aprire al più presto un dibattito su un fenomeno allarmante, che deve vederci in prima linea. Con l’assessore alle Politiche Sociali Antonia Alfano, intendiamo sin da subito avviare proprio uno sportello per contrastare il problema della dipendenza dal gioco d’azzardo. Dobbiamo far leva anche sull’orgoglio dell’appartenenza territoriale e mantenere alta l’attenzione. Mi rifiuto di far catalogare così i miei concittadini”.
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