Incitava idee antisemita e innalzava al suprematismo neonazista. Ora potrà soltanto uscire di casa per andare a scuola e per frequentare dei corsi di recupero sociale, niente smartphone e pc per interagire sui social e sarà seguito da un sostegno psicologico. Pugno duro da parte del tribunale per i minorenni di Salerno nei confronti di un 17enne di Pagani per aver aderito prima ad un network e poi a un canale Telegram della «Sturmjager Division» nel quale si inneggiava all’antisemitismo. Insieme a lui, a essere finito nella rete della Digos e della Polizia postale, c’è anche un altro ragazzo, ora diciottenne, di Torino.
I due erano stati individuati seguendo la rete suprematista e neonazista nell’ambito di una operazione di controllo europea svolta in diversi Paesi e che ha avuto la sua prima fase a novembre quando sono state eseguite le prime perquisizioni. La rete Sturmjager Division sarebbe attiva in almeno in sei Paesi europei (Belgio, Lituania, Croazia, Romania, Germania e Italia). “È un’attività svolta sapientemente da Digos e Postale – ha dichiarato il questore di Salerno Giancarlo Conticchio – che hanno lavorato a livello europeo con le Agenzia Europol ed Eurojust. Io, però, responsabilizzerei di più le famiglie. L’impegno della polizia, anche a livello europeo, contribuisce a dare sicurezza nel settore della cibernetica. Era un’indagine che andava avanti da tempo. L’inneggiamento all’odio c’è sulle chat e stiamo monitorando quello che è accaduto e quello che poteva accadere”.
Le indagini In Italia sono state condotte dalle Digos di Torino e Salerno insieme ai Centri Operativi Sicurezza Cibernetica di Torino e Napoli, diretta dalle Procure per i Minorenni di Torino e Salerno, con il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e, per i profili di carattere operativo, della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni – ha consentito di smantellare un network estremista all’interno del quale venivano diffusi contenuti antisemiti, xenofobi e apologetici del nazismo. Al ragazzo di Pagani, lo scorso novembre, fu sequestrato soltanto il cellulare. Dalla cui analisi sono emerse gravi responsabilità a suo carico sull’uso delle chat. In gran parte commenti con i quali si inneggiava alla xenofobia.
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