La paura del contagio mette a dura prova il commercio a Nocera Inferiore. Poca gente in strada, flop saldi e movida alle corde
di Nello Ferrigno
“Ci si mette anche la pioggia per rendere la città ancora più spettrale. Mentre la crisi morde il commercio sempre di più”. È malinconico e preoccupato Rino Siviglia, un negoziante di Nocera Inferiore che mostra sul telefonino la foto che ha scattato ieri sera davanti al suo negozio in via Fucilari. “Non c’è anima viva – racconta – anche le auto si contano sulle dita di una mano. Dopo le 17 potremmo chiudere così risparmiamo l’energia elettrica il cui aumento ci terrorizza”.
Pochi metri e si arriva in piazza Amendola e piazza Diaz dove affaccia il municipio. La scena è simile. Negozi aperti ma vuoti, i led delle luci riflettono sull’asfalto bagnato di uno slargo deserto. Così come lo storico Bar Ideale. “Quello che stiamo vivendo – dice Franco Parlati – è un lockdown mascherato. La gente ha paura del contagio, in giro ci sono soltanto persone che escono di casa per comprare oggetti indispensabili. Anche la mattina le cose non vanno benissimo. I clienti più affezionati mi telefonano per dirmi che non passeranno a prendere il caffè perché hanno paura del virus e di contagiare i familiari. La domenica lavoricchiamo ma mancano le famiglie”.

Basta svoltare l’angolo e si accede al corso Vittorio Emanuele. Il lungo rettilineo pedonale su cui affacciano decine di negozi fa ancora più impressione. Poche persone si attardano davanti a qualche vetrina, poi via verso casa. “È una situazione complicata – sottolinea Arianna Pepe della Boutique Arianna – ed è palese, la gente ha paura, resta in casa. Ma le conseguenze per il commercio sono disastrose”.
“Nero a metà” è un vivace bar a metà corso. La sera non ha mai chiuso troppo tardi. Ma da qualche tempo Michele Califano verso le 20,15 dà il segnale al suo collaboratore che è arrivato il momento di spegnere la macchina del caffè. “Dopo le 17 – racconta – cala una cappa di malinconia, si va avanti quasi per inerzia sperando che il giorno successivo sia migliore”.

È forse peggio nella vicina piazza del Corso, ex regno della movida nocerina. Qui sono raggruppate in pochi metri più di 20 attività di ristorazione. “La piazza è diventata il fulcro del nulla – dice Antonio Grimaldi gestore del Salotto – la movida era già in crisi poi ci si è messo anche il Covid ad inasprirla. Anche nel week end la situazione è disastrosa. Facevo due conti con dei colleghi, nell’ultima settimana solo poco più di 30 persone sono entrate nei locali della piazza. Meglio il lockdown, avremmo meno spese”.
La piazza confina con via Papa Giovanni XXIII, anche qui sono stati aperti numerosi locali. La situazione è simile. Si arriva a via Roma, tra le più trafficate della città, non certo in queste ultime sere. Nonostante sulle vetrine campeggino invitanti cartelli con i saldi già al 50%, le boutique sono vuote. “Le mie collaboratrici – racconta Massimo Apicella di Killjoy – mi hanno suggerito di aumentare gli sconti ma se non c’è nessuno in giro è inutile”. E qualcuno non nasconde, con le strade vuote, la paura di furti e rapine.
Foto di Carlo Martingano


