Esplode l’attenzione sul tema degli oltre 90 pazienti – in gran parte bambini e anziani – ai quali il Distretto Sanitario 60 di Nocera Inferiore non ha concesso l’autorizzazione a proseguire le cure riabilitative.
Mentre le famiglie di questi pazienti hanno lanciato un appello, che al primo giorno ha già raccolto centinaia di firme, il sindaco di Pagani, Raffaele Maria De Prisco, il segretario della Cisl Miro Amatruda e il segretario della Uil Fp, Donato Salvato, hanno preso nettamente posizione scrivendo al direttore del distretto e, per conoscenza, alla responsabile riabilitazione dell’ Asl Salerno, Grazia Gentile. Tre lettere diverse ma con la stessa richiesta: dare le autorizzazioni e garantire il diritto alla cura.
“Sono rimasto colpito – scrive il sindaco di Pagani al direttore Vincenzo Tramontano – dall’estrema condizione di fragilità e sofferenza dei soggetti coinvolti, nonché dalla giovanissima età della maggior parte dei pazienti. In qualità di primo cittadino della città di Pagani e, soprattutto, in qualità di uomo anzitutto attento ai bisogni dei soggetti più fragili, Le sottolineo la necessità della vicinanza tra le istituzioni e i cittadini. Certamente, dinanzi a tale oggettiva sofferenza di tanti bambini e non, qualsiasi burocrazia o eventuale vincolo di bilancio, necessita di essere superato. L’interruzione delle cure vanificherebbe tutti i risultati finora ottenuti, nonché il peggioramento dello stato di salute dei pazienti”. “Vi invito pertanto – conclude – alla risoluzione di ogni eventuale problematica e alla continuazione delle cure a tutti i pazienti in elenco e non certamente solo ai miei concittadini”.
Analoga la richiesta del segretario della Uil Fp, che definisce la decisione del Distretto “censurabile sotto ogni aspetto”. “Perpetrare tale decisione – aggiunge – è assolutamente e a dir poco assurdo, qualsiasi siano le motivazioni, spesso solo di natura burocratica o economica, in quanto si ripercuote sui soggetti più fragili delle nostre comunità”. Rivolge quindi “un accorato appello affinché nelle sedi opportune si adotti con urgenza ogni decisione atta a ripristinare la normale assistenza resa con efficacia dagli operatori di Villa dei Fiori”.
Dal canto suo il segretario della Cisl esprime piena solidarietà alle famiglie dei pazienti e ai lavoratori di Villa dei Fiori e qualifica la scelta del Distretto come inaccettabile, sia sul piano morale ed etico, che su quello sociale ed economico, oltre che su quello della tutela del lavoro perché, scrive, “in questo modo si causa anche una contrazione occupazionale di personale qualificato”. Tre prese di posizione che non lasciano adito a interpretazioni, dunque. Mentre nelle piazze continua la raccolta delle firme promossa dalle famiglie dei pazienti.
<<È inconcepibile che in questo territorio si possa negare l’assistenza a soggetti fragili per presunte ragioni economiche o burocratiche>>. Lo scrivono in una nota i consiglieri comunali Rosa Giordano, Antonio Iannello e Antonio Romano, componenti del gruppo consiliare “In Comune”. <<La vicenda che riguarda l’interruzione del programma terapeutico a 93 pazienti, di cui 64 bambini, presso la struttura Villa dei Fiori perché “si potrebbe sfiorare il budget” – continua la nota – merita un grido d’allarme e non l’assordante silenzio al quale stiamo assistendo da parte delle istituzioni. Pertanto sollecitiamo chi di dovere a trovare una soluzione per assicurare il diritto alla salute garantendo il prosieguo dell’ iter riabilitativo a questi pazienti>>.
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