Secondo l’organizzazione sindacale ci sarebbero forti criticità nella gestione della salute mentale nell’area nord della provincia
Un intervento immediato per garantire l’assistenza sanitaria in una specialistica, quella della salute mentale, che incrocia anche aspetti di carattere solidale. È l’appello lanciato dalla Cisl Fp all’Asl Salerno per superare diverse criticità emerse nell’area nord della provincia di Salerno. In particolare il segretario provinciale Alfonso Della Porta indica le Unità operative di Angri/Scafati e Cava de’ Tirreni/Costa d’Amalfi “dove negli ambulatori di psichiatria regna il caos mentre il sovraccarico di lavoro compromette seriamente gli standard assistenziali in un territorio con un ampio bacino di utenza”.
Il sindacato parla di “silenzio assordante dell’azienda sanitaria” che non ha replicato a due distinte denunce sulle difficoltà emerse. “Mancano medici – ha dichiarato Della Porta – così come infermieri e operatori socio sanitari. Gli ambulatori, pur essendo centri di prossimità territoriale, svolgono molteplici funzioni che vanno dalle normali attività ai progetti riabilitativi. Ma ora è a rischio la continuità assistenziale”.
Le criticità
Nello specifico nell’ambulatorio di Angri sono in servizio solo quattro medici di cui uno prossimo al pensionamento con una rimodulazione oraria pomeridiana con conseguente chiusura in due giorni alla settimana. Non va meglio a Cava, dei cinque dirigenti medici in servizio, solo due, incluso il facente funzione, sono abilitati per le urgenze per cui le attività sono garantire solo nelle ore antimeridiane escluso il fine settimana. Ed ancora, a Castiglione di Ravello sono operative solo tre unità infermieristiche di cui una prossima alla pensione, una part time a 18 ore, la terza con limitazioni. “In complesso – ha sottolineato Della Porta – c’è una dotazione organica del tutto insufficiente. Basta con l’inerzia. Bisogna rimodulare orari e turni e reclutare personale. È necessario un intervento della direzione strategica per tutelare i lavoratori e i pazienti”.


