La procura di Nocera ha aperto un’indagine sulla morte di Antonio Comitini ucciso dal Coronavirus. Sequestrate le cartelle cliniche
Un’indagine sulla morte dell’imprenditore nocerino Antonio Comitino. La Procura di Nocera ha fatto sequestrare le cartelle cliniche dell’industriale deceduto in ospedale a Salerno, l’11 aprile scorso. Era risultato positivo al Covid-19 dopo un passaggio nel reparto di Chirurgia all’ospedale Nocera Inferiore, poi a Mercato San Severino e infine, al Ruggi di Salerno dove poi è deceduto. L’uomo aveva 65 anni.
Scopo della procura è di comprendere se vi sia stato un legame tra la sua permanenza nel reparto dell’Umberto I e la positività al virus. In Chirugia, reparto finito al centro di molte polemiche per un’alta incidenza di contagi, Cotimini ci era andato per un’occlusione intestinale. Da Nocera era finito a Mercato San Severino, con le successive dimissioni e il ritorno a casa. Infine al Da Procida e al Ruggi di Salerno, dove era deceduto, per un peggioramento delle sue condizioni.
Comitino era titolare della Starpur, azienda di infissi che ha il suo quartier generale nell’area industriale di Fosso Imperatore. Aveva messo a punto il sistema Starwood con l’abbinamento del legno e alluminio per infissi di qualità. Era stato anche a capo di Coifim, il Consorzio degli imprenditori del polo industriale nocerino. Alcuni anni fa era anche riuscito a riaprire il cinema Sala Roma, l’unica sala cinematografica attualmente aperta in città.
La morte di Comitino, molto noto in città, aveva provocato profondo sgomento. Il sindaco Manlio Torquato scrisse: “Piangiamo un’altra vittima ma questa volta, come temevamo, viene fuori dall’ospedale, uno di quelli che verosimilmente hanno contratto lì l’infezione mentre era ricoverato“.

