Fatti

“L’Umberto I non si chiude. Confiniamo il contagio”

Il direttore sanitario dell’ospedale Umberto I spiega cosa si sta facendo per bloccare il contagio. Ma il M5S chiede la sua testa

Che qualcosa non abbia funzionato a livello di contagio all’ospedale Umberto I è evidente. Anche agli occhi di semplici cittadini, soprattutto dopo le dichiarazioni dei sindaci. Non ultime quelle di ieri di Manlio Torquato che è arrivato a chiedere, come ultima ratio, la chiusura dell’Umberto I. Anche Giovanni Maria Cuofano si è accodato alla richiesta. Poi è arrivata la proposta quasi simile dei sindacati. Mentre questa mattina il sindaco di Nocera Superiore ha inviato una lettera al presidente della Regione, Vincenzo De Luca, chiedendo l’istituzione della zona rossa ospedaliera a causa di quanto accaduto in Chirurgia con una catena di contagi tra operatori sanitari ed ammalati. Cuofano propone di utilizzare “le strutture in prossimità dell’ospedale, come la caserma Libroia e l’area antistante lo stadio di calcio per offrire ospitalità, ristoro e protezione al personale medico, infermieristico e sanitario, che va tutelato, considerato che in molti casi sta pagando con la vita, fino a quando questa guerra non sarà finita”.

Il direttore sanitario Maurizio D’Ambrosio

I dubbi

Una proposta simile era arrivata nelle settimane passate dal sindaco Torquato che aveva chiesto un ospedale da campo della Croce Rossa davanti alla stessa caserma per assistere gli ammalati Covid per evitare che arrivassero all’Umberto I. Il problema è stato poi superato con l’istituzione dell’ospedale Covid a Scafati. Ma anche dal Mauro Scarlato arrivano notizie di criticità come il Pronto soccorso che ha in dotazione soltanto tre postazioni, troppo poche per l’emergenza attualmente ancora in fase avanzata. Il risultato è che i pazienti vengono indirizzati all’Umberto I come è accaduto negli ultimi due giorni.

Appare evidente che una struttura come l’Umberto I, che è il più grande ospedale dell’Asl in provincia di Salerno, non può essere chiuso per un periodo di tempo indeterminato. Quello che si può fare, secondo esperti nella gestione delle strutture ospedaliere, è trasferire momentaneamente alcuni reparti nei presidi ospedalieri vicini come Pagani e Sarno, avviare una sanificazione dei locali e sottoporre a tampone tutto il personale, chi non è ammalato torna a lavorare con un bollino verde, chi è rimasto infettato va in quarantena e curato per poi tornare in servizio una volta guarito. Così come ha chiesto alla direzione sanitaria il primario di Otorino laringoiatria, Remo Palladino. Anche perché nel suo reparto sono transitate due pazienti che provenivano da Chirurgia. Secondo il direttore sanitario Maurizio D’Ambrosio “l’Umberto I si chiude, non ci sono le condizioni, il contagio deve essere solo confinato e stiamo adottando tutti i provvedimenti previsti da protocollo”. 

“L’ospedale va commissariato”

I rappresentanti salernitani del Movimento 5 Stelle

“E allora va commissariato”, hanno chiesto gli esponenti del Movimento 5 Stelle della provincia di Salerno al governatore Vincenzo De Luca, al direttore generale della Protezione Civile regionale Italo Giulivo e al direttore generale dell’Asl, Mario Iervolino. Le senatrici Luisa Angrisani e Felicia Gaudiano, la deputata Virginia Villani e il consigliere regionale Michele Cammarano vogliono la testa di D’Ambrosio perché c’è stata “una gestione errata dell’emergenza Covid-19”. “C’è insufficienza di macchinari per la terapia intensiva, mancano farmaci retrovirali e dispositivi di protezione individuale”. Anche Cuofano ha scritto a De Luca. Vorrebbe “l’istituzione della zona rossa ospedaliera”. Il sindaco ha proposto di utilizzare le strutture in prossimità dell’ospedale, come la caserma Libroia e l’area antistante lo stadio “per offrire ospitalità, ristoro e protezione al personale medico, infermieristico e sanitario, che va tutelato”. L’europarlamentare Lucia Vuolo ha chiesto, invece, una “zona di sicurezza” non solo per l’Umberto I ma anche per il presidio di Sarno, con moduli dell’ospedale da campo, dispositivi di protezione e tamponi per i sanitari.

Per Saverio D’Alessio, consigliere comunale a Nocera Inferiore per Forza Italia, si dovrebbe provvedere immediatamente ad “effettuare tamponi per tutti i medici e gli operatori sanitari o quanto meno dei test immunologici e poi provvedere alla riorganizzazione degli accessi, ricorrendo se necessario ai moduli o ad uno ospedale da campo da allestire in prossimità del presidio ospedaliero per consentire la sanificazione settoriale dell’ospedale”.

Ecco, infine, i dati diffusi dal Comune di Nocera Inferiore sulla situazione attuale dell’epidemia.

Redazione

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