Fatti

Montevescovado, tre anni per le nuove case

L’ Acer ha ritirato il permesso a costruire le 60 case al quartiere Montevescovado di Nocera Inferiore. Torquato “ora il cantiere”. Poi giù i prefabbricati

Un anno per aprire il cantiere, tre per completare le case. Sono i tempi che bisognerà rispettare per costruire gli alloggi di edilizia popolare al quartiere Montevescovado a Nocera Inferiore. I termini temporali sono inseriti nel permesso a costruire consegnato il 31 agosto scorso dall’ufficio tecnico comunale all’Agenzia regionale per l’edilizia residenziale. E’ stato il geometra Giuseppe Orefice a dare materialmente la licenza edilizia al funzionario incaricato dal dipartimento Acer di Salerno.

Manlio Torquato con Vincenzo De Luca

Il piano prevede la costruzione di tre fabbricati per un totale di 60 alloggi con le relative opere di sistemazione delle aree esterne nell’ambito del programma straordinario di edilizia agevolata convenzionata. “L’amministrazione comunale – ha dichiarato il sindaco Manlio Torquato – in questi anni ha seguito con vivo interesse la vicenda sollecitando, quando necessario, l’agenzia incaricata a provvedere con l’avanzamento delle pratiche amministrative per assicurare ai cittadini di Montevescovado quanto prima, il diritto a vivere in strutture decorose ed in un ambiente urbano a misura di cittadino”. Era stato lo stesso sindaco nei giorni scorsi a sollecitare l’Acer, con una lettera inviata anche al governatore della Campania, Vincenzo De Luca, a ritirare il permesso a costruire che l’ufficio tecnico comunale aveva già predisposto nel gennaio scorso. Il pressing, insomma, ha dato risultati concreti.

“Con il permesso a costruire – ha spiegato il sindaco – abbiamo completato l’iter di competenza comunale. Noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare. Ora Acer rispetti i tempi previsti per le procedure successive finalizzate all’immediata attività di costruzione e completamento dei fabbricati”. A Montevescovado le case sono attese da decenni. Devono sostituire i vecchi prefabbricati pesanti del dopo terremoto del 1980. Iacp Futura riuscì a costruire soltanto 50 appartamenti prima di fallire bloccando le speranze di centinaia di persone e che sono costrette a vivere ancora oggi in case fatiscenti e pericolose. C’è stato un lungo oblio tra ipoteche, debiti ed inchieste della magistratura.

La svolta arrivò il 20 dicembre del 2018 quando ci fu un accordo tra Iacp Salerno, guidata allora dal sub commissario Maria Imparato, e il sindaco Torquato. Iacp mise sul tavolo dieci milioni di euro: due e mezzo per pagare il Banco di Napoli, liberando il cantiere dall’ipoteca, la restante somma per costruire gli alloggi. Il programma di edilizia sovvenzionata vale 7,5 milioni di euro comprensivi di spese tecniche e oneri di urbanizzazione. Il progetto prevede 60 alloggi suddivisi in tre lotti, ciascuno con 20 nuove case. I tre lotti sono costituiti da altrettanti fabbricati, per due dei quali già è fatta la struttura grezza appartenente al precedente progetto. 

Redazione

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