Domani nella chiesa di San Giovanni Battista a Roccapiemonte sarà il vescovo della diocesi, Giuseppe Giudice, a celebrare i funerali della bambina a cui sarà dato il nome di Maria. Questa mattina il medico legale ha effettuato l’autopsia sul corpicino della bambina trovato in un’aiuola l’altra sera a Roccapiemonte. L’esame autoptico è stato eseguito all’obitorio dell’ospedale di Nocera Inferiore. Dal medico legale il sostituto procuratore Roberto Lenza attende notizie importanti per le indagini sull’infanticidio, capire se la bambina era in vita al momento della nascita oppure se la morte sia stata provocata dall’impatto con il suolo.
Margherita Galasso, la madre di 42 anni, è in stato di fermo ed è piantonata dai carabinieri nel reparto di ginecologia dell’ospedale di Nocera. Il padre, Massimo Tufano, 49 anni, originario di Scafati, agente pubblicitario e grande appassionato di basket, è in carcere. Entrambi sono accusati di omicidio. Avrebbero lanciato dalla finestra del bagno la neonata. Il parto sarebbe avvenuto proprio in bagno, appena nata la piccola sarebbe stata scaraventata nel vuoto.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’intera vicenda e capire, in particolare, quale sia stato il ruolo dell’uomo. Si sta scavando nella vita della famiglia per comprendere cosa abbia portato la coppi a commettere un gesto assurdo e crudele. I vicini raccontano che Margherita Galasso da tempo non usciva di casa, forse da dicembre. E nessuno sapeva della sua gravidanza. Sapevano, invece, di un debole stato psichico della donna che avrebbe potuto innescare la follia omicida, magari decidendo sin dall’inizio che non voleva quel feto che aveva in grembo e arrivando alle estreme conseguenze, sbarazzarsene al momento del primo vagito. Anche in questo caso i dubbi su cosa abbia fatto il marito sono tanti.
Poi c’è la figura del primo figlio, un ragazzino di 17 anni, anch’egli presente l’altra sera nella casa di via Roma. Quasi certamente non ha assistito alle concitate fasi del parto e, si spera, al successivo crudele gesto. Chissà cosa ha sentito, cosa ha visto, come ha vissuto quei terribili momenti, cosa gli hanno detto i genitori. Ora è a Scafati affidato ad uno zio.
Sul fronte giudiziario domani dovrà essere convalidato l’arresto della coppia. Mentre il sostituto Lenza e i carabinieri della compagnia di Mercato San Severino continuano a scavare nella vita dei protagonisti di una vicenda orribile ed incomprensibile.
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