Dopo il primo caso Covid-19 a Nocera Inferiore sui social è iniziata la caccia all’untore. “Questo proprio no. Da condannare e biasimare”. Ed è anche reato
Sta meglio e non ha febbre l’uomo di 48 anni di Nocera Inferiore risultato positivo al Coronavirus. Le sue condizioni non destano preoccupazioni. Quello che maggiormente preoccupa, invece, è la caccia all’untore che si è scatenata da ieri sera. Quando è stato confermato il caso. Subito alcune persone che lo conoscono hanno pubblicato le foto su Facebook e su Whatsapp. E’ il caso di ricordare che è reato. Non si possono diffondere dati sensibili come la salute, per lo più c’è anche la foto, addirittura con la sua famiglia.
E proprio dai familiari arriva un appello rivolto all’intera città. “Non bisogna puntare il dito – ha detto la moglie – non dateci colpe di un qualcosa che avrebbe potuto colpire chiunque. Stiamo lottando con un problema più grande delle polemiche, non è possibile dover lottare anche contro accuse assurde”. Intanto la moglie del quarantottenne ed i figli sono in quarantena. Così come gli amici che sono stati a cena con lui l’altro fine settimana. Ma anche altri parenti, come atto di responsabilità, pur non essendo stati recentemente in contatto diretto con lui, hanno deciso di mettersi autonomamente in quarantena.
“Con l’Asl, carabinieri e la polizia locale – ha dichiarato il sindaco Manlio Torquato – si sta effettuando la ricostruzione dei contatti avuti”.

