“Il rischio è che per rinforzare il fronte si indeboliscono le retrovie”. Lo ha detto Aniello Pietropaolo, segretario generale della Cisl Medici Campania nel commentare la nota che ha inviato all’Asl Salerno con la quale ha messo in discussione gli ordini di servizio del direttore sanitario dell’ospedale di Nocera Inferiore, Gaetano Aprea, con i quali i medici occupati in reparti non pertinenti con il dipartimento delle emergenze/urgenze, sono stati comandati a lavorare in pronto soccorso.
“Non so quanto possa essere utile un oculista in pronto soccorso”, ha spiegato. Pietropaolo mette in discussione la regolarità degli ordini di servizio ipotizzando anche una denuncia per comportamento antisindacale. “Ritengo che prima di adottare determinate decisioni – ha sottolineato – sia necessario seguire procedure trasparenti e condivise, rispettando le norme in vigore e coinvolgendo le organizzazioni sindacali che, come mi risulta, non è stato fatto. Comprendiamo le difficoltà di reperire medici in pronto soccorso, sappiamo del concorsone, ma agire nel rispetto delle norme è fondamentale. Peraltro la modalità stessa dell’ordine di servizio non è conforme ad alcuna norma contrattuale, diviene lesiva dei lavoratori nonché pericoloso per l’utenza”.
Il sindacalista sottolinea anche il rischio che, sguarnendo gli altri reparti con i medici inviati in pronto soccorso, si allunghino ancor di più le liste di attesa. “Trattandosi di problemi legati a carenza di organico – ha precisa Pietropaolo – deve essere privilegiato l’istituto delle prestazioni aggiuntive, che non sottrae forza lavoro ai reparti di provenienza dei dirigenti medici. Solo all’esito negativo di tale ricognizione può essere preso in considerazione l’istituto della mobilità d’urgenza che è l’unico istituto contrattuale previsto utilizzando ovviamente criteri trasparenti e condivisi”. Il rappresentante della Cisl Medici ha chiesto “di interrompere immediatamente tale pratica antisindacale” ed ha invitato la direzione sanitaria aziendale ad organizzare un incontro con tutte le organizzazioni sindacali per “procedere alla stipula di accordi che permettano il corretto utilizzo del personale medico nell’ambito della normativa contrattuale vigente”.
Pietropaolo mette in discussione anche la procedura che ha portato alla nomina di Aprea, specialista ambulatoriale, a direttore sanitario dell’Umberto I per subentrare a Maurizio D’Ambrosio. “La sostituzione del direttore sanitario – si legge nel documento – deve essere affidata nell’ambito di quanto previsto dall’art.25 del contratto nazionale di lavoro 2019/2021 a personale dirigente medico e conseguentemente i provvedimenti emanati da Aprea sono privi di efficacia in quanto l’incarico di sostituzione è stato effettuato in evidente difformità con il sopra richiamato articolo contrattuale”.
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