Dai sessanta ai settanta giorni per ricevere i referti degli esami diagnostici effettuati al reparto di Anatomia patologica dell’ospedale Andrea Tortora di Pagani, “una dilatazione dei tempi troppo lunga con ricadute sia ai danni dei cittadini che del personale sanitario”. E’ solo uno dei disagi sollevati dalla Cgil Funzione Pubblica Salerno e contenuti in una lettera indirizzata all’Asl Salerno provocato da una carenza di operatori e personale per la refertazione dei test e prelievi da effettuare. “Tranne che nei casi urgenti in cui i campioni sono refertai entro 7 giorni – è specificato nel testo della missiva – in molti casi alcuni operatori sanitari e cittadini hanno lamentato un tempo di attesa dei referti che va dai 60 ai 70 giorni”.
Secondo la Cgil “servirebbe almeno un collaboratore amministrativo o un operatore socio sanitario per la registrazione dei campioni”. C’è una carenza di tecnici sanitari di laboratorio biomedico,” situazione – spiegano nella lettera – che persiste da molti mesi a cui è stata parzialmente posto rimedio, dallo scorso 16 gennaio, con il reclutamento di una nuova unità, che ovviamente ha bisogno di un periodo di formazione. L’altro tecnico, invece, già formato, è stato assegnato alla Farmacia dell’ospedale di Pagani”. Del resto, i soli 5 tecnici presenti – continua la lettera firmata dalla Cgil Salerno – (di cui 2 beneficiari di legittima riduzione oraria per disposizione di legge), rappresentano un numero assolutamente inadeguato per il carico di lavoro che afferisce alla UOC, con i circa 14.000 casi/anno di campioni di anatomia patologica, senza contare gli screening cervico-uterini”.
Disagi e criticità sembrano coinvolgere anche la dirigenza medica. “Dal prossimo aprire – scrivono nella lettera – saranno solamente quattro i dirigenti medici al reparto di Anatomia Patologica a tempo pieno (38 ore/settimanali) e uno specialista ambulatoriale (20 ore/settimane) che però è esonerato, per motivi legittimi, dall’attività macroscopica e di conseguenza istologica. Inoltre, è in organico una sola dirigente biologa adibita a refertare i campioni per gli screening cervico-uterini, che ha visionato e refertato, nel solo 2023, 17.000 campioni. Una carenza che contribuisce ad allungare ulteriormente i tempi di refertazione e aumenta le pressioni da parte di pazienti e medici che giustamente necessitano delle diagnosi in tempi adeguati, per proseguire l’iter diagnostico terapeutico”.
“Segnaliamo, inoltre – conclude la Cgil Funzione Pubblica Salerno – che gli operatori sanitari lamentano che, dopo un sopralluogo della Sorveglianza Sanitaria, sarebbe stata messa in evidenza la necessità di urgenti adeguamenti a tutela della salute fisica del personale e, a tutt’oggi, nessuna misura è stata messa in atto, con il rischio che si possano verificare aggravamenti alle condizioni ambientali del laboratorio”.
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