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Pendolari, dissequestrata la zona della frana

La petizione lanciata dai pendolari ha superato le 10 mila firme, “troppi disagi condizionano la nostra mobilità”. Novità sulla zona franata

E’ stata dissequestrata l’area della linea ferroviaria tra Vietri sul Mare e Salerno, interessata lo scorso 20 gennaio da una frana e che ha causato l’interruzione del passaggio dei treni. Ora tocca a Rete ferroviaria italiana, mettere in sicurezza la zona. Rfi ha cento giorni di tempo per la realizzazione dell’intervento che consiste nel rendere sicuro il costone della collina su cui si trova una vecchia casa da tempo diroccata. Una notizia che apre le speranze ai tanti pendolari, uno spiraglio per un repentino ritorno alla normalità.

Nel frattempo, ha superato le 10 mila firme la petizione lanciata dagli stessi pendolari qualche giorno sulla piattaforma online Change.org per chiedere il miglioramento della linea storica tra Napoli e Salerno percorsa quotidianamente da migliaia di pendolari. L’appello, proposto dal Gruppo pendolari linea storica, ha visto il sostegno di tanti viaggiatori campani che ogni giorno scelgono il treno per i propri spostamenti. La petizione è figlia degli innumerevoli disagi che, al momento, stanno caratterizzando, in negativo, la linea storica Napoli Salerno e penalizzando i viaggiatori, costretti a vere e proprie odissee. Ultimo, in ordine di tempo, l’interruzione lungo il tratto Napoli San Giovanni-Barra e Torre Annunziata Centrale/Castellammare di Stabia. Una rete ferroviaria a spezzatino.

“Se la situazione non cambia – spiegano i pendolari – i disagi continueranno a crescere. Gli utenti continueranno a subire ritardi, cancellazioni e inefficienze, con gravi ripercussioni sulla nostra vita privata e lavorativa. Inoltre, i lavori tra luglio e settembre peggioreranno ancora di più la situazione, con cancellazioni e limitazioni di percorso per treni Alta Velocità, Intercity, regionali e metropolitani. Siamo stufi di vedere il nostro diritto alla mobilità calpestato e di pagare per un servizio che non ci viene fornito adeguatamente. Chiediamo a RFI risposte immediate ed esaustive”.

Redazione

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