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Polichetti, “combattere le patologie umanizzando gravidanza e parto”

E’ l’obiettivo di fondamentale importanza tracciato da Mario Polichetti, nuovo referente provinciale dell’area materno-infantile Uil Medici Salerno

E’ Mario Polichetti il nuovo referente provinciale dell’area materno-infantile per la Uil Medici a Salerno. Una nomina importante per il medico, quale direttore dell’Unità di Gravidanza a rischio e diagnosi prenatale dell’azienda ospedaliero-universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. “L’umanizzazione della gravidanza ed il parto” sono i punti sui quali Polichetti dare inizio al suo impegno. “Tutte le donne – ha spiegato il medico – hanno diritto a diventare madri indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali e anche il parto deve avvenire nelle condizioni più favorevoli ed umane possibili”.

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“In primo luogo è necessario ricreare un clima sociale favorevole – ha poi aggiunto – che dia impulso alla ricerca della maternità e bisogna favorire un miglioramento delle condizioni del parto per via vaginale attivando finalmente in tutti i punti nascita della nostra provincia il servizio di partoanalgesia anche con l’obiettivo di ridurre il facile ricorso al taglio cesareo che rappresenta una piaga vergognosa dalla quale ci dobbiamo in fretta liberare”. Una nomina per il medico ginecologo di grande rilevanza. “Un privilegio – ha spiegato Polichetti – rappresentare le nostre istanze, i nostri sentimenti ed i nostri comuni valori affidandomi l’incarico di referente provinciale per l’area materno infantile con l’obiettivo di collaborare con i responsabili istituzionali della sanità pubblica e privata accreditata per migliorare le condizioni di vivibilità delle tante patologie che affliggono le donne”.

Tra le azioni necessarie, per Polichetti, “potenziare gli screening oncologici per prevenire i tumori della sfera genitale e potenziare la chirurgia oncologica per evitare la migrazione al nord di pazienti con i gravi disguidi che ne conseguono. Sarà opportuno mettere mano alla riorganizzazione della rete Sten ed alla rete Stam per offrire sicurezza ed assistenza omogenea alle gravide, ai nascituri ed ai neonati su tutto il territorio provinciale e regionale. In questa ottica e con le dovute garanzie, non andrà tralasciato il ritorno al parto a domicilio, esperienza ormai consolidata in alcune realtà avanzate nel nord del nostro paese – ha concluso il ginecologo –. Questi sono i punti dai quali è opportuno ripartire per ottimizzare le risorse che lo Stato e la Regione mettono a nostra disposizione per prevenire, curare, alleviare le sofferenze ed umanizzare le nascite”.

Redazione

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