Le malattie cardiovascolari restano ancora oggi la principale causa di morte nel mondo, con circa 17 milioni di decessi ogni anno e 230 mila nel nostro Paese. Ma l’80% di questi decessi sono in gran parte prevenibili, in quanto riconoscono, accanto a fattori di rischio non modificabili, quali età, sesso e familiarità, anche fattori modificabili, legati a comportamenti e stili di vita corretti. Ecco perché ogni anno, il 29 settembre, si celebra la Giornata mondiale del cuore che ha l’obiettivo di informare e sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione cardiovascolare. Quattro semplici consigli per tenere sotto controllo il muscolo più importante del corpo umano, ecco il vademecum preparato dagli esperti dell’Istituto Polidiagnostico D’Agosto di Nocera Inferiore.
Un alto livello di colesterolo può portare a problemi di salute seri, quindi è fondamentale mantenerlo sotto controllo. Questo rischio riguarda spesso persone in sovrappeso, sedentarie e con una cattiva alimentazione. Monitorare la pressione arteriosa regolarmente è importante, soprattutto a partire dai 35 anni o prima se c’è una storia familiare di problemi cardiaci. Mantenere la glicemia sotto controllo è cruciale per evitare danni alle arterie e problemi cardiaci, specialmente se si è diabetici.
Smettere di fumare e ridurre lo stress possono aiutare notevolmente a preservare la salute cardiovascolare. Lo stress cronico può contribuire all’ipertensione, mentre smettere di fumare migliora notevolmente la salute dell’apparato circolatorio. Una dieta sana e l’adesione a uno stile di vita attivo sono fondamentali per una buona salute cardiaca. Seguire la dieta mediterranea e mantenere un peso corporeo sano aiutano a mantenere il cuore in salute.
La prevenzione rappresenta l’arma più efficace per contrastare l’insorgenza e la progressione delle malattie cardiovascolari. È bene sfatare l’erronea convinzione che queste malattie siano tipiche del sesso maschile, poiché a fronte di un tasso di ospedalizzazione in Italia quasi doppio negli uomini rispetto alle donne per patologie acute cardiovascolari, la mortalità in Europa, sia in termini assoluti che percentuali è maggiore nelle donne rispetto agli uomini. È ormai evidente la necessità di promuovere una maggiore enfasi sugli aspetti specifici sui fattori di rischio cardiovascolari, sulla manifestazione degli stati di malattia e sulla risposta alle terapie.
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