Nuova iniziativa dei panificatori salernitani stritolati dai costi, “ci fermeremo ma non aumenteremo il prezzo del pane”
di Nello Ferrigno
“Ci fermeremo per un giorno, forse due o tre, ma non aumenteremo il prezzo del pane così come ci vogliono indurre”. È uno dei passaggi fondamentali della nota diramata dall’Associazione Panificatori della provincia di Salerno che torna a denunciare lo smisurato costo, non solo dell’energia come gas ed elettricità, ma anche delle materie prime.
Gli esempi non mancano. Come quello fornito da Annibale De Pascale, componente dell’associazione provinciale e titolare dell’azienda di famiglia in via Orlando a Nocera Inferiore. “Il costo mensile prima degli aumenti – racconta – si attestava intorno ai 1.200 euro, oggi siamo arrivati a circa 4mila euro. Ma ci sono anche le materie prime come la farina che prima la pagavamo 40 centesimi al chilo, oggi siamo a 75, insomma il doppio. Nel frattempo paghiamo i dipendenti, i fornitori, le utenze pur non avendo più margini per noi. Fare impresa in queste condizioni non ha più senso”.

Oggi un chilo di pane costa al massimo 4 euro, dovrebbe costare il doppio, dunque 8 euro, per consentire al panificatore di rientrare dai costi ed avere un margine utile per l’azienda. “Per le famiglie – precisa De Pascale – è un prezzo insostenibile”.
“Non possiamo più sostenere le nostre attività con questi aumenti – sottolinea il presidente provinciale dei panificatori Nicola Guariglia – ci vogliono indurre ad aumentare il pane a livelli inaccessibili per i cittadini che vivono al minimo dello stipendio. Noi stiamo scendendo la notte per lavorare e fare debiti, non guadagni. Ma non possiamo più permettercelo”.
L’idea per ammortizzare i costi ed evitare il fallimento dell’impresa è ridurre le giornate lavorative per risparmiare sui costi. “Ci fermeremo per un giorno, due, tre, per quanto sarà necessario per avere una risposta concreta dalle istituzioni ma non permetteremo che tolgano il pane ai cittadini”, sottolinea Guariglia. Poi l’appello rivolto anche ai cittadini, “unisciti a noi, vogliamo dignità e rispetto”.


