Si chiude con un’assoluzione piena uno dei filoni giudiziari legati all’inchiesta “Mastrolindo”, la vasta operazione su presunte truffe ai danni dell’Inps che per anni ha interessato il territorio dell’Agro nocerino-sarnese. Nella giornata di ieri, il Tribunale di Nocera Inferiore ha pronunciato sentenza nei confronti di due ispettori dell’istituto previdenziale, Canio Palladino e Gianfranco De Natale, entrambi assolti con la formula più ampia: “perché il fatto non sussiste”.
Una decisione arrivata al termine di un lungo iter processuale, durato oltre un decennio, che ha visto gli imputati affrontare accuse pesanti legate a un presunto sistema fraudolento costruito su rapporti di lavoro fittizi e pratiche irregolari finalizzate all’ottenimento illecito di prestazioni previdenziali da parte dell’Inps.
Già nel corso della requisitoria, il pubblico ministero aveva sollecitato l’assoluzione, ritenendo non sufficientemente provato l’impianto accusatorio. Una posizione che il collegio giudicante ha sostanzialmente condiviso, sancendo la totale estraneità dei due funzionari ai fatti contestati.
L’inchiesta “Mastrolindo”, avviata oltre dieci anni fa, aveva ipotizzato l’esistenza di una rete articolata di aziende fantasma e rapporti di lavoro simulati, utilizzati per ottenere indebiti benefici economici a carico dello Stato. Un’indagine ampia e complessa, sfociata in diversi procedimenti paralleli e che ha coinvolto numerosi imputati. Nel tempo, tuttavia, molti dei filoni processuali si sono conclusi con esiti differenti, tra assoluzioni e dichiarazioni di prescrizione, ridimensionando in parte il quadro accusatorio iniziale.
Per i due ispettori assolti ieri si chiude così una lunga vicenda giudiziaria che ha inciso profondamente anche sul piano personale e professionale, tra sospensioni, sequestri e anni di incertezza. La sentenza rappresenta un passaggio importante nella rilettura complessiva dell’inchiesta, confermando come, almeno per questa posizione, non sia emersa alcuna responsabilità penale.
“Lo scorso 26 marzo 2026 – scrive Gianfranco De Natale – ha avuto termine un vero e proprio calvario durato undici anni, correva il 19/06/2015 che il mio nome assurgeva alla ribalta della cronaca locale e nazionale perché ritenuto insieme al collega
ispettore Inps Canio Palladino responsabile di truffe ai danni dello stesso ente previdenziale con l’aggravante
di essere associati con altri nella commissione dei reati. Da quella data ho dovuto subire tutto il fango mediatico che è il corollario non necessario a situazioni di per sé già troppo pesanti sul piano umano. La definizione più grave, quella che non riuscirò mai a cancellare perché per me, per come ho vissuto, la più offensiva è essere stato definito “Funzionario Infedele” prima ancora che fosse stata pronunciata una sentenza”.
“Sull’esito del processo che si è protratto per undici lunghi anni – continua De Natale – posso dire ben poco perché è opportuno e corretto attendere le motivazioni della sentenza che saranno pubblicate entro 90 giorni.
Quello che posso dire è ieri nell’aula bunker del Tribunale di Nocera Inferiore ho riacquistato la fiducia nella
Giustizia che, in questi anni era in me vacillata. Tutto grazie alle Giudici del Collegio Giudicante, Dott.sse Ciervo, Sannino e Valestra e soprattutto del giovanissimo Pubblico Ministero Dott. Gianluca Caputo che, tra citazioni di Cesare Beccaria e strofe di brani di musica leggera, ha avuto la correttezza e l’onestà intellettuale di chiedere l’assoluzione riconoscendo
l’infondatezza dell’intero impianto accusatorio”.
“Finisce per me un incubo durato undici anni – sottolinea De Natale – durante i quali il peggior trattamento mi è stato riservato dal mio datore di lavoro che, pur avendo le competenze e gli strumenti per comprendere da subito che si
trattava di un errore, nulla ha fatto per tutelarmi. Anzi mi ha riservato un trattamento da “funzionario
infedele” che è stato il danno più grave che ho subito e di cui dovrò chiedere il giusto ristoro”.
“Ringrazio la mia famiglia – conclude De Natale – che mi ha supportato nei momenti bui che ho dovuto affrontare e che ho superato grazie anche all’aiuto economico che ho ricevuto, saluto mio padre che non ha potuto godere di questo
momento, ringrazio i tanti colleghi che non mi hanno mai abbandonato e che in queste ore mi stanno significando il loro affetto ed infine, last but not least, i miei avvocati che negli anni sono diventati amici, l’avvocato Pietro Pasquali e l’avvocato Giovanni Annunziata”.
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