Uno sciopero non per ottenere qualcosa ma per difenderla. È quello che stanno preparando i sindacati dei centri di riabilitazione dell’Asl Salerno. Le ragioni le hanno spiegate in una lettera i sindacalisti del centro di riabilitazione Villa dei Fiori. “Uno sciopero – si legge nella lettera firmata da Giovanni Somma della Cisl Fp e da Luigi Paduano della Uil Fp – per riaffermare in tutta l’Asl di Salerno il nostro no assoluto ad ogni tentativo di degradare strutture d’eccellenza in Rsa. Lo faremo nel nome dei nostri diritti di lavoratori e per difendere il diritto alla cura dei nostri malati. Non vogliamo essere costretti a tentare di riconquistare la nostra dignità dopo che ce l’hanno tolta, vogliamo che non ci sia tolta”.
La trasformazione dei centri di riabilitazione qualificati in Rsa è una questione che ha già sollevato tantissime polemiche, mobilitazioni e battaglie innanzitutto sul fronte della tutela dei malati. Al punto che è stata presentata una proposta di legge popolare, ora in lavorazione alla Regione, proprio per impedire che pazienti curati nei centri di riabilitazione qualificati siano mandati in Rsa per disabili perché ciò comporterebbe danni irreversibili in termini di salute e perfino di aspettativa di vita. Ora però il fronte si allarga a quello dei lavoratori.
“Il contratto nelle Rsa – spiegano i sindacalisti – prevede stipendi che sono quasi la metà di quelli delle strutture qualificate, con minori riconoscimenti e peggiori condizioni in tutto. Ciò in quanto le tariffe, e quindi le remunerazioni, sono estremamente basse, e questo per un semplice motivo: le Rsa non danno ai pazienti le cure, l’assistenza e la qualità delle prestazioni, necessarie per le loro patologie”. Infatti in tutta Italia il 27 settembre i dipendenti delle RSA sciopereranno contro contratti che, dicono, non garantiscono salari e condizioni dignitose.
“E’ questa – continuano i rappresentanti sindacali – la fine che vorrebbero farci fare nell’Asl Salerno: retrocederci, umiliarci, togliere dignità ai lavoratori e cure indispensabili ai nostri pazienti. Non lo permetteremo mai”. Da qui la decisione di scioperare, per ottenere ciò che già c’è ma si vorrebbe togliere, probabilmente per risparmiare in termini di budget. “Come abbiamo sempre detto e spiegato – chiariscono i sindacati – quella del risparmio è una immorale presa in giro. È immorale perché non si può risparmiare togliendo le cure a disabili gravi con patologie invalidanti che senza quelle cure non possono vivere. È una presa in giro perché il risparmio immediato sarebbe minimo mentre sarebbe molto più alta la spesa del servizio sanitario a causa dell’aggravarsi inevitabile delle patologie non curate adeguatamente. È fin troppo ovvio ma noi continueremo a dirlo e spiegarlo”. Anche scioperando.
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