Un nuovo allarme arriva dalle associazioni di categoria che gestiscono le case di cura che assistono disabili ed anziani. La seconda ondata della pandemia ha creato grosse difficoltà ai centri di riabilitazione che lamentano carenza di personale, diminuzione delle terapie, indifferenza delle istituzioni, difficoltà nel fare i tamponi, livelli di sicurezza troppo bassi, ritardi negli accrediti e nei pagamenti. Arrivando perfino a chiedere un ritorno alle misure prese a marzo, ossia la chiusura dei centri. Ma c’è chi è fuori dal coro che lancia, invece, un appello alla responsabilità perché in caso di chiusura “sarebbe un disastro”. Lo ha detto l’avvocato Domenico Vuolo, amministratore di Villa dei fiori, uno dei più importanti centri di riabilitazione della Campania.
“Che la situazione sia drammatica in tutta Italia è ovvio – ha detto Vuolo – ma proprio per questo bisogna abbandonare polemiche o rivendicazioni fuori luogo e darsi da fare, assumersi le proprie responsabilità”. Nelle ultime settimane anche sul tema dell’assistenza ai disabili e agli anziani è stato alzato un polverone sulla Regione e sull’Asl Salerno. “Il governatore De Luca e la Campania – ha continuato Vuolo – sono protagonisti della lotta al Covid, tutto quel che si può fare lo stanno facendo e l’attenzione alle fasce più deboli è fuori discussione. Quanto alla Asl Salerno, dove noi operiamo, faccio solo un esempio, i tamponi li fanno ogni quindici giorni in tutte le strutture residenziali. È uno sforzo gigantesco. Questo che stiamo attraversando è un momento delicato, non bisogna lamentarsi, è il momento di agire. Un imprenditore, per giunta accreditato, non può chiedere la supplenza dell’Asl per ciò che gli compete. Anzi, in una situazione di emergenza ci si aspetta che il privato si impegni ancora di più, anche con maggiori risorse”.
Ma c’è il risvolto della medaglia, alcune strutture denunciano ritardi nei pagamenti che penalizzano la loro attività. “Anche questo non lo capisco – ha precisato Vuolo – negli anni passati c’erano ritardi fino a tre anni, ora stiamo parlando di un mese. In un momento come questo è nulla. Bisogna fare invece di chiedere, andare avanti e non indietro, altrimenti è un disastro. Altro che tornare alle chiusure di marzo, bisogna fare il contrario, dare più riabilitazione e più assistenza perché la gente non può e non deve essere abbandonata”.
Da Villa dei fiori arrivano dei suggerimenti, se il personale è in malattia bisogna assumere; se gli ammalati hanno timore del contagio durante le terapia è necessario offrire maggiore sicurezza con tamponi rapidi gratuiti e dotandosi di tutto il necessario, a partire dai dispositivi di protezione individuale. “La verità – ha precisato Vuolo – è che c’è una grande differenza tra le strutture socio sanitarie a prevalenza sanitaria, come i centri di riabilitazione, e quelle a prevalenza assistenziale, come le Rsa. Ma una cosa è certa, in questo momento nessuno può tirarsi indietro, pubblico e privato devono lavorare in osmosi, sennò non si vince. E la battaglia è ancora lunga”.
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