Da otto anni si sono perse le tracce di un uomo di 43 anni di Pagani. Era ricoverato in una clinica. Prime condanne dei vertici della struttura
I familiari ormai sono rassegnati anche se, in cuor loro, sperano in un miracolo. Si tratta della triste storia di Gaetano Sessa, un uomo di 43 anni di Pagani di cui dal 5 luglio 2013 non si hanno più notizie. Il fratello continua a lanciare appelli nonostante siano passati oltre sette anni dall’ultima volta che Gaetano era stato visto, stava fumando una sigaretta all’ingresso dell’Istituto Ada Ceschin dei padri Trinitari di Venosa, in provincia di Potenza. Per quella scomparsa ci sono state anche delle condanne di primo grado, un anno e 18 mesi per i direttori sanitari e amministrativi della struttura, un anno per due operatori che assistevano Sessa.
“Dopo circa sette anni – ha spiegato l’avvocato Gerardo Striano, legale che assiste la famiglia – si è concluso il primo grado di un processo relativo ad una brutta vicenda di mala sanità. Nella struttura di Venosa, Gaetano avrebbe dovuto ricevere assistenza e cure mediche, invece, ha trovato la morte. Il personale doveva garantire al paziente protezione e vigilanza perché non era in grado di badare a se stesso”. “Queste condanne – ha continuato l’avvocato Striano – sono ancora sub iudice per cui gli imputati devono essere considerati ancora innocenti. Certamente non ripagheranno i familiari per questa ferita sempre aperta ma di sicuro donerà loro un po’ di serenità”. È quello che cercano i familiari, ma anche una tomba su cui pregare, sino ad oggi negata.
Non è la prima volta che la struttura sanitaria di Venosa finisce sotto i riflettori della cronaca. Nel 2018 ci fu un intervento dei carabinieri dei Nas che, attraverso alcune immagini, ricostruirono presunti atti di violenza nei confronti di alcuni pazienti.

