I sindacati dei precari del Piano di zona portano la vertenza in Regione “i servizi sociali non devono essere a termine”
Il termine è il prossimo 17 maggio. Entro quella data al Piano di zona per i servizi sociali dell’Ambito di Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Castel San Giorgio e Roccapiemonte i soggetti del Terzo Settore, le associazioni di categoria, sindacali e datoriali possono di presentare proposte, suggerimenti e idee sull’attuazione dei progetti di intervento sul Piano sociale e sul Piano Povertà della Regione Campania.
Ma i sindacati e le stesse cooperative mettono sotto accusa il metodo utilizzato dal dirigente del Piano di zona, Renato Sampogna. In particolare è la parola concertazione a creare perplessità in quanto non c’è alcuna partecipazione e dialogo tra le parti. Emergono difficoltà nel proporre suggerimenti, idee e proposte in quanto non si conoscono disponibilità di fondi e altri elementi utili a progettare interventi in ambito sociale.

Legata a questa vicenda è la vertenza del personale a tempo determinato del Piano di zona che chiede la stabilizzazione. C’è stato un incontro con l’assessore alle Politiche sociali Lucia Fortini per esporle le ragioni dei lavoratori. In una nota la Cgil e Cisl Funzione Pubblica, considerato che alla loro richiesta di convocazione e confronto, hanno inviato una nota ai sindaci dei Comuni ricadenti nel Piano di zona chiedendo un accesso agli atti per verificare pianta organica, progetti e l’ammontare del fondo unico di ambito per assunzioni, contributi finanziari e contabilizzazione delle risorse umane messe a disposizione per le esigenze di funzionamento dell’Ambito.
“Purtroppo – scrivono Ornella Zito e Vincenzo Della Rocca delle segreterie provinciali Cgil e Cisl Funzione Pubblica – siamo costretti a prendere atto dell’assordante silenzio posto in atto dal Comune di Nocera Inferiore che è capofila dell’Ambito per i servizi sociali. A nostro parere questa situazione pregiudica irrimediabilmente il lavoro sociale stabile e le prestazioni socio assistenziali che, invece, devono essere assicurate in via permanente”.
Per Filippo Giordano della Sinalp “i servizi sociali non sono progetti a termine ma servizi esigibili, non erogabili una tantum in forma occasionale o temporanea. Pertanto devono essere erogati con continuità e senza interruzioni e necessitano di assetti organizzativi stabili e a tempo indeterminato”. La Regione, più volte, ricordano i sindacati, ha esortato i Piani di zona “a dotarsi di strutture più adeguate ad assicurare continuità e qualità dei servizi”, altrimenti “si sostituisca come previsto dalle norme e convochi le parti”.

