Dal 10 maggio al 29 giugno linea storica Napoli-Salerno sospesa: pendolari dell’Agro tra ritardi, bus sostitutivi e viaggi più lunghi
Un mese e mezzo di interruzione su una delle arterie ferroviarie più utilizzate della Campania rischia di trasformarsi in un vero stress test per migliaia di pendolari, in particolare quelli dell’Agro nocerino-sarnese. Dal 10 maggio al 29 giugno la linea storica Napoli–Salerno via Cava de’ Tirreni sarà sospesa tra Napoli (stazione di San Giovanni-Barra) e Salerno per consentire una serie di interventi infrastrutturali e tecnologici. Un blocco prolungato che, al di là della rilevanza dei lavori, avrà un impatto pesante sulla mobilità quotidiana di chi già oggi affronta spostamenti complessi.
Per l’Agro nocerino-sarnese, snodo densamente popolato e fortemente interconnesso con Napoli e Salerno, la linea rappresenta molto più di un semplice collegamento: è la dorsale su cui si reggono i flussi giornalieri di lavoratori, studenti e utenti dei servizi. La sua sospensione comporterà inevitabilmente un effetto domino. I pendolari dovranno fare i conti con un aumento significativo dei tempi di percorrenza, coincidenze meno affidabili e un ricorso forzato a mezzi alternativi spesso già saturi, come i bus di linea.
Il piano
Il piano dei lavori è ambizioso e strutturalmente rilevante. Rete Ferroviaria Italiana installerà il sistema Ertms, tecnologia avanzata per la gestione e il controllo del traffico ferroviario, con l’obiettivo di migliorare la regolarità della circolazione e aumentare la capacità della linea. A questi interventi si aggiungono opere di mitigazione del rischio idrogeologico nel tratto del “trincerone” a Torre Annunziata, lavori di messa in sicurezza nell’area del porto del Granatello e il rinnovo dei deviatoi nelle stazioni di Pompei e Santa Maria la Bruna. Un investimento complessivo di circa 60 milioni di euro, sostenuto anche da fondi Pnrr, e un impegno quotidiano di oltre cento addetti nei cantieri.
Tuttavia, se sul piano infrastrutturale il progetto promette benefici nel medio-lungo periodo, nel breve i disagi saranno tutt’altro che marginali. La riorganizzazione del servizio ferroviario, comunicata da Trenitalia, prevede limitazioni significative: i Frecciarossa tra Roma e Pompei si fermeranno a Napoli Centrale, con prosecuzione su bus; i treni regionali subiranno cancellazioni, deviazioni e riduzioni di frequenza.
Odissea pendolari
Per i pendolari dell’Agro nocerino-sarnese questo si traduce in un aggravio concreto: maggiore incertezza sugli orari, affollamento sui bus sostitutivi, impossibilità o difficoltà nel trasporto di biciclette e bagagli e una generale perdita di efficienza negli spostamenti quotidiani. Il ricorso massiccio al trasporto su gomma rischia inoltre di congestionare ulteriormente la viabilità ordinaria, in particolare lungo la fascia vesuviana e nelle principali direttrici verso Salerno, con ripercussioni a catena anche per chi si sposta in auto.
È proprio su questo squilibrio tra benefici futuri e costi immediati che si concentrano le critiche dei comitati e dei pendolari: a fronte di un cantiere necessario, manca – secondo molti – un piano di mobilità alternativa realmente adeguato a sostenere un territorio già sotto pressione. Nei prossimi quaranta giorni, l’Agro nocerino-sarnese si troverà così a fare i conti con una quotidianità ancora più complessa, dove anche il tragitto più ordinario rischia di diventare un percorso a ostacoli.


