L’ex sindaco di Nocera Inferiore commenta l’avvio della riqualificazione del quartiere Montevescovado “non sia solo momento di celebrazione”
“Un plauso al lavoro che l’amministrazione attuale sta proseguendo, sapendo bene, per averlo affrontato negli anni, quale sia la difficoltà e il sacrificio che comporta”. Lo ha detto l’ex sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato, all’indomani dell’inizio delle operazioni di sgombero dei 32 nuclei familiari degli alloggi di Montevescovado. Settimana prossima, infatti, dovrebbero partire i lavori di demolizione dei due edifici di via San Prisco per la rigenerazione completa dell’intero quartiere.
L’importante attività di rigenerazione urbana di Montevescovado trae origine proprio con l’amministrazione Torquato che nel 2022 riuscì a intercettare dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza 7 milioni di euro. Prima però la cancellazione delle ipoteche sui suoli e nel 2021 l’avvio del censimento abitativo per le regolarizzazioni, “intervento – ha spiegato Torquato in un post social – che ha consentito, non senza difficoltà, di avviare la “liberazione” di quel quartiere”.
L’ex primo cittadino definisce quello su Montevescovado “un lavoro che nel suo complessivo si rende materialmente possibile e visibile”, dove riconosce senza alcun tono polemico, il merito dell’amministrazione a guida Paolo De Maio nell’aver portato a termine l’intero iter. “La difficile storia di quella ferita urbana e sociale che è Montevescovado non va sbianchettata – ha spiegato Manlio Torquato – quanto piuttosto preservata nella continuazione di un lavoro lungo e complesso, che non è nato, e neppure finito, oggi. Lo dico in omaggio non solo allo “spirito di umanità”, ma anche a quello di verità, necessari entrambi a curare le ferite di una comunità, senza ridursi a solo momento di celebrazione”.


